Pirelli festeggia cent'anni di sport

Dall’automobilismo al ciclismo, dall’aeronautica alla vela: non c’è sport, che non abbia visto la presenza di Pirelli con i
suoi prodotti e la sua immagine. Mondadori ne celebra il ricordo in un volume: guarda <strong><a href="/media.pic1?SID=54&ID=396">le immagini</a></strong> e <strong><a href="/video.pic1?ID=pirelli_sport">il video</a></strong>

Milano - Non c’è sport o quasi, nel corso di oltre un secolo, come ricorda Marco Tronchetti Provera, che non abbia visto la presenza di Pirelli, con i suoi prodotti o con la sua immagine: dall’automobilismo al ciclismo, dal calcio al tennis, dall’aeronautica alla vela, e ancora motociclismo, atletica e scherma.

Dallo storico rally Parigi–Pechino del 1907, che ha segnato una svolta nella Belle Epoque internazionale (Pirelli i pneumatici dell’auto del principe Scipione Borghese e di Luigi Barzini), alle regate che oggi appassionano milioni di telespettatori in tutto il mondo (Pirelli le innovative stecche delle vele di “Luna Rossa”) o alla scelta di sostenere una grande squadra come l’Inter, il binomio Pirelli sport non si è mai dissolto. Da qui l'intenzione di raccontare questo binomio all'interno del volume "Pirelli. Cent'anni per lo sport" di Giuseppe Berta e Candido Cannavò (458 pagine, 800 illustrazioni a colori, ed. Mondadori, 50 euro).

Il nesso del binomio Pirelli-sport si ritrova nel senso più profondo dello spirito imprenditoriale. "I valori che orientano lo sport contemporaneo - sottolinea Giuseppe Berta nel suo saggio introduttivo - sono gli stessi che permeano l’agire economico odierno. La capacità di fare squadra, la ricerca di una qualità competitiva che sfoci in una prova di eccellenza, la tensione a far emergere e premiare il merito, costituiscono condizioni del successo nello sport come nell’industria attuale".

Ricco di documenti, affiche e immagini d’epoca per lo più inedite, provenienti nella maggior parte dall’Archivio Pirelli, il volume parla, racconta, rievoca competizioni e campioni, dagli inizi del Novecento ad oggi, dal fascino irresistibile del pionierismo alle immagini dei nostri giorni. Candido Cannavò, nella sua testimonianza, ricorda per tutte una foto straordinaria del 1928: Alfredo Binda, immerso nel fango, che strappa con i denti un tubolare - naturalmente Pirelli - della sua bicicletta. Ma Pirelli erano anche le ruote di Bartali e Coppi nelle loro epiche imprese, Pirelli i pneumatici mondiali delle moto di Giacomo Agostini e quelli delle macchine del leggendario Nuvolari, di Pirelli erano avvolte le ruote volanti di Maspes sulla pista del Vigorelli.

Tutte immagini che testimoniano l’attività di un’industria che vede lo sport anche come un’opportunità per sperimentare e testare prodotti le cui qualità, messe alla prova dalle selezioni durissime delle gare, andranno a beneficio del più vasto pubblico dei consumatori.