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da Milano

Cambio al vertice per Impregilo. L’amministratore delegato Alberto Lina ieri ha lasciato il suo incarico, sostituito dal direttore generale Alberto Rubegni. Contemporaneamente la società ha nominato l’ex prefetto di Milano, Bruno Ferrante, presidente di Fibe e Fibe Campania, due delle sue controllate finite sotto la lente della magistratura.
«La nomina di Rubegni è un segnale di continuità - assicura Antonio Talarico, vicepresidente del gruppo di grandi opere -. Lina ha portato a compimento in maniera eccellente il risanamento, e ora lascia con dieci mesi di anticipo. L’ingegner Rubegni è, oltre che un manager, anche un tecnico di valore, un uomo di cantiere. Con la sua nomina vogliamo trasmettere alla struttura della società il nostro intento di valorizzare le risorse interne. Dopo il cda - continua Talarico, che al vertice di Impregilo rappresenta il gruppo Ligresti - Rubegni ha già portato al comitato esecutivo alcune proposte: segno che tutto procede tranquillamente».
Quanto a Ferrante, che è stato candidato sindaco di Milano del centrosinistra e che è al suo primo incarico privato, «da parte nostra è un segnale di massima trasparenza per risolvere questa impasse di Napoli». Come si ricorderà, un’inchiesta della magistratura napoletana, alla fine di giugno, ha portato al sequestro di 750 milioni di euro di crediti e all’interdizione a contrattare per un anno con la pubblica amministrazione per Impregilo e per le sue controllate, Fisia Italimpianti, Fibe e Fibe Campania.
Intanto Impregilo è impegnata su molti fronti. In Italia l’Alta velocità tra Milano e Novara (quella Novara-Torino è già completata). In Islanda una diga per la produzione di energia elettrica, in Algeria una linea ferroviaria, in Venezuela linee ferroviarie e metropolitane. «In Libia - riferisce Talarico - stiamo costruendo, in joint venture con operatori locali, una serie di opere per il quarantennale della rivoluzione di Gheddafi. In Brasile parteciperemo alle gare per la tangenziale di San Paolo e per mille chilometri di ferrovia. Nel Nevada a un altro bando per una galleria per un’importante condotta d’acqua: il benestare alla partecipazione lo abbiamo dato proprio oggi (ieri, ndr)».
Frattanto, si profila un nuovo riassetto azionario in Gemina (ex controllante di Impregilo): il gruppo di private equity Clessidra si appresta a uscire da Investimenti e Infrastrutture, la holding che detiene il 23,9% del capitale di Gemina, nel quadro di un riassetto delle partecipazioni, che potrebbe anche portare a un investimento più a valle della catena di controllo di Aeroporti di Roma (AdR). Il fondo guidato da Claudio Sposito si fa sapere che valuta l’uscita, ma senza fretta. Acquirente più naturale della partecipazione sarebbe il gruppo Benetton, attraverso Sintonia.