Pirelli prova a difendersi con la Consob

da Milano

La Consob si prepara ad affrontare un lavoro inedito. La «guerra del mattone», scoppiata a colpi di Opa e contro-Opa sui fondi immobiliari Berenice e Tecla, promette di affrontare terreni finora inesplorati. A favore, almeno si spera, degli azionisti di minoranza che lunedì si sono visti offrire, da Goldman Sachs e Caltagirone, il 20% in più per le quote Berenice e il 10% per quelle Tecla rispetto a quanto offerto da Pirelli Re e Morgan Stanley.
Ma ieri la Pirelli Re Sgr, in qualità di gestore super partes dei fondi (è la Sgr che ha ricevuto il mandato, distinta dalla società offerente guidata da Carlo Puri Negri), avrebbe scritto a Consob e Banca d’Italia per chiedere chiarimenti sull’offerta lanciata da Goldman.
In particolare alla Consob è stato chiesto se il prezzo della controfferta (650 euro per quota, per entrambi i fondi) sia o no comprensivo del dividendo, che verrà presumibilmente deliberato nel periodo previsto della contro-Opa (metà luglio). Inoltre, nelle lettere inviate alle authority, la Sgr chiede di conoscere cosa si intenda per gestione attiva degli immobili.
Per quanto riguarda la novità di un’operazione di mercato su un fondo immobiliare, ci si aspetta anche di sapere quale sarà la strada che i nuovi proprietari delle quote intenderanno seguire in caso di successo della contro-Opa.
Un fondo immobiliare ha regole precise, a tutela dei sottoscrittori, che lo rendono diverso da una spa. In questo caso il cambio di proprietà può andare di pari passo con il ribaltone dei vertici. Mentre in un fondo la revoca del mandato di gestione è un processo ben più complesso.
I valori delle quote sono ieri rimasti allineati ai prezzi della contro-Opa.