La Pirelli senza tlc riparte dalla Romania

Un investimento da 400 milioni entro il 2010. Tronchetti non esclude il riacquisto della fetta di Tyre ceduta lo scorso anno

nostro inviato a Slatina (Romania)

Da una parte c'è il lancio del nuovo polo industriale ad alta tecnologia della Pirelli in Romania, dall'altra la possibilità che la Bicocca torni in possesso - una volta conclusa l'operazione Olimpia-Telecom - del 39% di Tyre nelle mani di Speed, il consorzio di cui fanno parte sei banche: gli pneumatici, chiusa l’avventura nelle tlc tornano ad essere cuore del gruppo Pirelli.
Marco Tronchetti Provera, in Romania per presentare ufficialmente i piani di sviluppo del gruppo nel Paese e più in generale sui mercati dell'Est e del Far East, non ha infatti escluso il riacquisto della fetta di Pirelli Tyre ceduta lo scorso anno alle banche: «È una questione di natura finanziaria - ha precisato -: se conveniente la ricompreremo, altrimenti no. L'aspetto principale è che il controllo di Pirelli Tyre è saldamente nelle nostre mani», con il 61%.
Insieme con l'amministratore delegato di Pirelli Tyre, Francesco Gori, e con Alberto Pirelli nella veste di presidente di Pirelli Romania, Tronchetti Provera ha presentato la nuova realtà industriale nel Paese: tre stabilimenti, due dei quali a Slatina (pneumatici e cordicelle d'acciaio) e uno a Gorj (filtri antiparticolato per motori diesel, componente la cui domanda ha un potenziale di crescita esponenziale viste le norme Ue contro l'inquinamento sempre più stringenti). Nel polo romeno il gruppo ha già investito 235 milioni con l'obiettivo di arrivare a 400 milioni dopo il 2010. Tutte risorse che saranno assorbite soprattutto dalla fabbrica di pneumatici, aperta da poco più di 6 mesi, che ha appena festeggiato la produzione della gomma numero “un milione”. «Ma il nostro obiettivo - ha spiegato Tronchetti Provera - è portare la capacità di questo impianto a 8-10 milioni di pezzi l'anno. «La fabbrica romena sarà la nostra portaerei», ha aggiunto Gori. Il sito di Slatina, infatti, insieme a quelli di Breuberg, in Germania, e Settimo Torinese, in Italia, avrà il ruolo di hub produttivo per i mercati europei.
Intanto la Bicocca guarda con sempre maggiore convinzione ai Paesi dove la motorizzazione è in rapido sviluppo. E come anticipato dal Giornale, Pirelli sta guardando «a quei mercati quali la Cina, dove a fine novembre sarà avviato il secondo impianto, l'India, la Russia e tutto l'Est e con i suoi 120 milioni di abitanti», ha sottolineato Tronchetti Provera. Sul fronte acquisizioni, non sono previste nozze con altri grossi costruttori («il livello di concentrazione è già alto - ha risposto il presidente - e non ci interessa entrare nella produzione di massa, visto che ci indirizziamo verso l'alto di gamma»).
Tronchetti ha infine ricordato come Pirelli Tyre sia caratterizzata da un basso livello di indebitamento, in grado di autofinanziare i propri investimenti e di svilupparsi per linee interne.