Pirelli Per Tronchetti nuova linea di credito da 1,2 miliardi

nostro inviato a Mosca

«Non vi dico dove presenteremo il prossimo calendario Pirelli. Quest’anno siamo riusciti a far coincidere l’evento con l’annuncio delle due nuove joint venture in Russia. Vedremo l’anno prossimo. Ma certo il calendario ha ormai un nuovo aspetto: oltre al glamour porta anche fortuna». Cosi dice il presidente Marco Tronchetti Provera, rispondendo a qualche domanda economica dopo la presentazione del «Mythology» di Karl Lagerfeld per il 2011. E dopo che la Russia, con Brasile e Cina, si appresta a diventare il nuovo punto di forza del gruppo nel mondo.
Proprio ieri il gruppo Pirelli ha rinegoziato una linea di credito da 1,2 miliardi, con una durata estesa al 2015 e a un tasso più vantaggioso pari all’euribor più 110 punti. La linea, garantita da 12 grandi gruppi bancari guidati da Banca Imi e Bnp Paribas, e in sostituzione della precedente da 1,475, in scadenza tra 2011 e 2012. «Avevamo la possibilità di ottenere condizioni migliori e l’abbiamo fatto, allineando il finanziamento all’orizzonte temporale del nuovo piano industriale», dice Tronchetti Provera. La nuova linea è più piccola anche perché il presidente di Pirelli si mostra molto sereno sulla situazione patrimoniale: «Siamo liquidi, abbiamo una solida generazione di cassa e un debito di meno 700 milioni netti consolidati, con un ratio di 1 a 1 sull’ebitda che è il migliore tra i nostri concorrenti».
Tronchetti Provera è a Mosca anche per celebrare con gli azionisti di Sibur Russian Tyres e Russian Technologies l’avvio delle due joint venture che, annuncia, «avrà effetto sul conto economico già dal 2012, in anticipo di 3 anni sul previsto». In particolare, nel 2011 si svolgerà il lavoro di accorpamento delle attività nelle Jv 1 e 2 con la loro valutazione, che al momento non è quantificabile. «I numeri - aggiunge il presidente - li avremo a marzo, al momento del closing. La selezione degli asset servirà per dotare la Jv1 di quelli che, sommati alla tecnologia Pirelli, serviranno il mercato dell’alto di gamma, che è quello dove operiamo. Nella Jv1 Pirelli avrà maggioranza e gestione. Poi insieme a Sibur faremo anche l’esame degli altri asset per la gamma media e per la Jv2, dove saremo coattori. Le due joint venture serviranno non solo il mercato russo, ma anche lo spazio ex sovietico più la penisola scandinava, con una base molto efficiente di produzione e vendita».
Una battuta ironica, infine, sulla diplomazia messa a nudo da Wikileaks, che ha un risvolto pesante proprio nel rapporto Italia-Russia: «Io credo - così Tronchetti Provera - che sia una dimensione non certo importante dello stato della diplomazia mondiale. Sono cresciuto in un mondo dove la diplomazia doveva favorire i rapporti tra Paesi: non pensavo che il livello di analisi fosse cosi alto».