Il Pirellone: «Dopo l’emergenza di Pechino, ci siamo organizzati da subito»

«Non ci possono essere danni alla salute pubblica». Parola del dirigente della Regione Luigi Macchi, che precisa: «prima che si verifichino danni renali bisogna assumere grandi quantità di latte contaminato con la melamina». Sostanza che non è detto sia contenuta nei prodotti sequestrati finora a Milano. I fatti: «già dalla settimana scorsa, appena è scoppiato l’allarme in Cina, ci siamo organizzati». Detto e fatto, «abbiamo preso le indicazioni del Ministero e le abbiamo girate a tutte le Asl della Regione».
E così da lunedì sono partiti i controlli e da subito, a Milano, sono arrivate le prime segnalazioni di prodotti anomali. La prima fase: «In Italia - spiega Macchi - non possono essere importati dalla Cina prodotti che contengono latte o suoi derivati, quindi, abbiamo dato indicazione di procedere al sequestro di tutta la merce che risulti essere arrivata in Lombardia attraverso canali illegali». La seconda fase: «esaminare il contenuto di queste confezioni per verificare che non contengano melamina e quindi non siano nocive per la popolazione». I risultati arriveranno entro dieci giorni, «purtroppo abbiamo dovuto mandare i campioni al centro zooprofilattico di Teramo perché così vuole il Ministero». La ragione? «Sono analisi molto costose e quindi da Roma hanno deciso di selezionare pochi centri, capaci però di servire tutto il territorio».
Oggi riprendono i controlli, «e si va avanti finché non saranno stati controllati tutti i negozi etnici della Lombardia».