Il Pirellone replica ai verdi: «Sprechi? Solo parole in libertà»

«Formigoni - continuano gli esponenti del Sole che ride - assolda super consulenti, crea comitati tecnici e strategici di cui non si capisce l’utilità, aumenta il numero dei dirigenti ma soprattutto decide di gettare al vento 325 milioni di euro per una nuova sede». Per ospitare i 3.000 dipendenti regionali, il governo e il consiglio regionali, basterebbero infatti il Pirellone e le altre sedi già esistenti. «Parole in libertà». Accuse rispedite al mittente dalla Regione: «Monguzzi - si legge in una nota - soffre di amnesia, o si fa venire dei vuoti di memoria. Quando era assessore la sua giunta stipendiava 600 dirigenti, quella attuale li ha ridotti a 258». Riguardo ai comitati strategici la regione spiega che sono composti da «grandi personalità dell’economia, della cultura e della società civile» che offrono un contributo di alto livello «senza percepire un solo euro». La nuova sede è stata concepita per riunire gli uffici, ora dislocati in diversi stabili, e permetterà così di risparmiare 25 milioni dei contribuenti.
«I consiglieri dei Verdi sanno ma non dicono che in questi anni abbiamo fatto sì il nuovo Pirellone - ha replicato in seconda battuta Giulio Boscagli, capogruppo azzurro in consiglio regionale - ma anche gli ospedali come a Bergamo, Lecco, Como, Varese, Brescia, Vimercate, Legnano, Broni-Stradella, il Niguarda e molte altre strutture per una spesa che sfiora i due miliardi di euro». E ancora: strade, tangenziali, nuove fiere, ferrovie, centrali elettriche, che giungono «dopo decenni di immobilismo - contrattacca Boscagli - in cui la Regione ha accumulato un ritardo infrastrutturale che non fa altro che penalizzare imprese, pendolari e i cittadini. Mentre l’opposizione di Monguzzi vorrebbe i lombardi ancora in giro in calesse». Il forzista, dopo aver difeso trasparenza e cautela del governo regionale di centrodestra, non risparmia la stoccata finale: «Sarà perché, a differenza delle Regioni rosse noi non abbiamo bisogno di aumentare poltrone e spese per accontentare amici che vanno dai prodiani ai no-global passando per Di Pietro».
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