Pirina sulle orme di Pansa ritrova le Storie smarrite

Una ricerca porta alla luce con il ritmo di un giallo nuove verità sulle faide partigiane

«A Padova il procuratore Dini è in dirittura d'arrivo: entro primavera il processo. A Imperia pensano di dover archiviare. Ricerche fatte di corsa. La Procura di Savona invece sta andando avanti, Torino lo stesso e la storia di Montecchio è ripiombata sul tavolo del procuratore militare spezzino De Paolis». Dal monitoraggio costante di Marco Pirina, direttore del Centro Studi e Ricerche Storiche Silentes Loquimur di Pordenone (www.silentesloquimur.it), il punto durante la presentazione a Lerici del suo ultimo libro «1943-1947. Storie... Smarrite, (520 pagine, 30 euro), edito dal Centro stesso. Nella sala satura dell'hotel Shelley la cronaca della croce ripetutamente divelta a Montecchio, Reggio Emilia, a ricordo dei militi della Gnr uccisi il 24 aprile '45 dai partigiani. Il pretesto per ricacciare quell'episodio nella sede idonea per essere giudicato. «Roba per militari - insiste lo storico -. Sono stati gli stessi partigiani operanti nella zona tra Parma, Modena e Reggio a riconoscersi comando militare Nord Emilia. Da qui l'esposto denuncia inoltrato di nuovo a De Paolis nei confronti di chi ha violato la Convenzione di Ginevra». Chiede che non ci siano ulteriori perdite di tempo. «Andremo avanti i maniera durissima» insiste. Intanto sfoglia l'ultimo nato dalle sacche d'una memoria che scivola in fretta e preformata. «Documenti e testimonianze rimosse». Il passo rallentato per decifrare i margini. Pirina ci rificca le mani dentro il suo archivio infinito di testimonianze consegnate al Centro «per salvarle dalla smemorizzazione, dalla polvere del tempo e dalla politicizzazione». Ed è così che «importanti eventi della Storia, “smarriti” nei loro elementi di comprensione perché modificati, appaiono nell'opera come lo sfogliare di un giallo, in cui i colpevoli sono falsi colpevoli, perché la storia è scritta in maniera distorta, portando a conclusioni deviate o di comodo». Domande, risposte, conferme e smentite. Mica tutto fila. Via Rasella e le Fosse Ardeatine. «Come un giallo che si rispetta, cominciamo dall'inizio. Un attentato a militari in divisa tedesca poteva generare una rappresaglia contro civili? Chi erano le vittime dell'attentato di Via Rasella a Roma? Quale fu il ruolo del Pci alla vigilia della svolta di Salerno? Chiaretti e Rezza, due comunisti scomparsi dalla Storia, come mai?» Il ritmo è questo. Il coraggio di farsi domande. Il coraggio di cercare risposte. Accanto alle amnesie della Storia, con i dimenticati Caucasici, Turkmeni, Azerbagiani, Ucraini, Bielorussi, Calmucchi e Russi ad opporsi al regime marxista leninista sovietico accanto ai Cosacchi. Poi la parentesi lunga sulle «verità» create ad arte. Il «chi è stato?» della strage di San Benigno a Genova con le due versioni sull'esplosione della galleria. I partigiani eliminati da partigiani. Le morti misteriose di Aldo Gastaldi «Bisagno», Mario Acquaviva, Ugo Ricci ed Edoardo Alessi. Fino ai militari della Repubblica di Salò che passarono nei Campi per Prigionieri di Guerra: Coltano e Scandicci, più altri piccoli rifugi temporanei o di transito «che si distinsero per la mancanza di dignità verso i reclusi». Poi i bombardamenti alleati in Italia. Registri e tematiche a spaziare e offrire spunti. Dal capitolo sui Gap e la Volante Rossa, alla fase giudiziaria circa i suoi aderenti, con i fatti di Moncucco Torinese.
Marco Pirina, 1943-47 Storie...smarrite Documenti e testimonianze rimossi. Edito dal Centro Studi «Silentes Loquimur», 520 pagine, 30 euro.