Pirlo fa il maestrino Sheva è imbalsamato

DIDA 5. Si sorbisce un rigore inventato. Ma davanti ad Adriano annaspa sempre.
STAM 5. Sbuffante carro merci di questa squadra. Soffre perfino laconici guizzi di Figo. Si salva con il mestiere, ma quando c’è da scattare (vedi gol di Martins) è un monumento di gesso. Si riscatta col gol.
NESTA 6. Sofferenza iniziale, poi trova più sicurezza anche se rischia di essere espulso per un fallo di troppo. Incollato ad Adriano regala il meglio. Talvolta acrobatico. Poi si fa male.
dall’8’ st SIMIC 5,5. Picchia e rischia. Gioca a destra, soffre come gli altri.
KALADZE 5,5. Fa venire subito i brividi al popolo milanista rischiando un regalo a Martins. Alla lunga trova riscatto e dignitoso giocare nel centro della difesa, soprattutto da quando Martins gli apre una ferita all’occhio: sgorga sangue e lui si sveglia. Buco da antologia davanti ad Adriano.
SERGINHO 6. Rigorosamente abbottonato al gioco difensivo, si concede rare divagazioni sul tema.
GATTUSO 6. Si batte e si affanna. Ogni tanto si lascia sorprendere sullo scatto. Ma è il più continuo nell’indicare al Milan la via della resurrezione.
dal 26’ st JANKULOVSKI 5,5. Quasi inutile.
PIRLO 6. Maestrino d’orchestra che ti lascia la bocca amara. Non ti trascina e non ti aiuta mai, se sei in difficoltà. Non riesce a prendere in mano la squadra, lavora con il solito raffinato spirito, allunga qualche buon pallone. Imbrocca l’assist per Stam. Si può dare di più.
SEEDORF 5. Gioca troppo a sprazzi. Si concede assenteismi che la squadra paga. Quando, invece, gli torna la verve e la rabbia agonistica diventa uomo di peso. Non un peso.
KAKÀ 6,5. È l’unico giocatore che faccia davvero vibrare il cuore della San Siro rossonera. Quando prende palla sembra il pugile con il pugno da ko: ti aspetti che succeda sempre qualcosa. E Cordoba rischia la testa mandando una sua palla sul palo.
GILARDINO 5. C’è ma non si vede. Fantasma d’area. Sfiora anche il gol. Ma non lo senti mai dentro la partita. Prende botte, ha coraggio, gli manca il colpo da killer.
dal 30’ st VIERI 5. Entra tra un tuonar di fischi. Si batte come un gladiatore, anche se quasi mai prende la palla. Nemmeno quella che tocca Adriano. Quasi autogol.
SHEVCHENKO 5. Da pallone d’oro a pallone imbalsamato: entra ed esce dalla difesa interista con egual indifferenza. Un po’ poco per un uomo che dovrebbe risolvere le partite.
ALL.: ANCELOTTI 6. La squadra ansima, la difesa trema e stavolta le stelle sono state a guardare.
ARBITRO: MESSINA 4. Sbaglia di tutto e di più (rigori, ammonizioni ed espulsioni mancate) secondo la ferrea legge della par condicio.