Piromane in azione: a fuoco una ventina tra auto e motorini

Cronaca di una notte di fiamme sulle tracce del folle che da settimane tiene in scacco le forze dell’ordine

Caccia grossa al piromane che l’altra notte è tornato di nuovo in azione dando alle fiamme un ventina tra auto e motorini parcheggiati tra Casal Bruciato, sulla Tiburtina, e la zona attorno all’Università. Una corsa contro il tempo per vigili del fuoco e forze dell’ordine costretti a «inseguire» le decine di segnalazioni per auto in fiamme piombate a partire dalla mezzanotte e mezza di lunedì ai centralini del 113 e del 115. Una corsa contro il tempo tra proprietari disperati scesi in strada con le mani sulla testa, serbatoi delle macchine pronti a saltare in aria come bombe a orologeria, poliziotti impegnati ad allontanare dalla zona del pericolo passanti e automobilisti. Cronaca di una notte di fuoco nella capitale. Il primo Sos scatta pochi minuti dopo la Mezza. Una Volvo station wagon bianca e una Punto grigia bruciano in via Ottoboni, a Casal Bruciato. La mente dei vigili del fuoco alla centrale di via Genova va subito al piromane che proprio da quella zona l’altra settimana aveva lanciato al sua «sfida» alle forze dell’ordine. Continuando poi mettendo «a ferro e fuoco» San Giovanni. È caccia all’uomo, dunque. Questa volta gli inquirenti trovano una traccia preziosa lasciata dall’incendiario: uno strano gancio forse utilizzato per provocare un foro nel vetro della vettura in cui gettare benzina. Ma non c’è tempo per soffermarsi. La squadra dei pompieri è di nuovo in sirena diretta in via Musa, dove un altro veicolo è in fiamme. Ancora fuoco in via San Romano, quindi in via Como e in via Ippocrate dove finiscono in cenere un’Audi e una Ford. Poi un altro squarcio rimbomba nel silenzio della notte: è una Smart che esplode in via Trau. Ed ecco di nuovo i pompieri in azione. Intanto sulla zona convergono le volanti della Questura e le pattuglie dei commissariati Sant’Ippolito e San Lorenzo oltre alle gazzelle dei carabinieri. Alcune squadre s’acquattano agli angoli delle strade: si cerca un trentenne forse con una felpa dal cappuccio tirato sul capo. Altre macchine perlustrano il quartiere, luci spente, a passo d’uomo. Si cerca di capire quale sarà la prossima mossa del pazzo incendiario e soprattutto la ragione di tutto ciò. Ma auto e scooter continuano a bruciare: in via Borelli, poi a Corso Trieste e in via Topino. Qua sono una Smart For Four nuova di zecca, una Y 10, un maxiscooter e cinquanta metri più avanti una Rover ad andare in cenere. Si registrano anche i primi danni a una concessionaria d’automobili e a un centro estetico, oltre a un albero carbonizzato. La gente è spaventata. Una ragazza piange: «Sto ancora pagando le rate della mia macchina», dice. Dai primi piani si affacciano: «Tocca organizzarci con i tubi d’acqua dalle finestre». Ma non è finita. Fuoco anche in via Arduini e in via Padre Grammatico (sono le 2,10), tre le auto distrutte in altrettanti roghi. Il piromane non molla. Quando pare che «almeno per questa notte è finita» ecco l’ultima chiamata al 115 arrivare che è ormai l’alba, alle 6,30. Altra utilitaria bruciata. Otto le partenze e le botti dei vigili del fuoco impegnate a fare la spola tra un incendio e l’altro dai distaccamenti di Nomentano, Tuscolano, Tuscolano I, Ostiense e dalla Centrale. L’insano gesto di un piromane che alimenta la sua «autostima» tenendo in scacco decine di uomini che gli danno la caccia, oppure un segnale ben preciso per chi deve mantenere l’ordine pubblico? magari una manovra della «mala», insomma, per fare capire «chi comanda» sul territorio.