Piromane da record: brucia altre 43 auto

L’incendiario potrebbe non essere solo. Per stanarlo si alzerà in volo un elicottero

Alessia Marani

Torna l’incubo piromane a Roma. Quarantatrè le auto e una trentina i motorini dati alle fiamme nella notte tra martedì e mercoledì. Fuoco a Vigna Clara, ai Parioli, sulla Nomentana, fino a piazza Bologna e a corso Trieste. Panico in un palazzo di via Chiana, dove le fiamme hanno lambito il primo piano dello stabile, distruggendo una veranda, e dove il fumo ha invaso le abitazioni. Poco più di due ore al cardiopalma per vigili del fuoco, polizia e carabinieri, costretti a un affannoso «inseguimento» ai roghi divampati improvvisamente da una parte all’altra della città. Una corsa contro il tempo anche e, soprattutto, nella speranza di «mettere le mani», finalmente, sul folle «Nerone» che dall’inizio dell’estate ha bruciato oltre 200 tra veicoli e scooter nella capitale. E per questo è stato varato una sorta di piano speciale: utilizzo di un elicottero dotato di visore notturno per stanare dall’alto qualsiasi sospetto e pattugliamenti «concentrici» per chiudere ogni possibile via di fuga. In realtà, un incendiario in manette era già finito la sera del 14 luglio, quando gli agenti del commissariato Aurelio sorpresero un uomo di 38 anni, pregiudicato con problemi psichiatrici, mentre tentava di appiccare il fuoco a una Thema parcheggiata nei pressi della stazione Cornelia. Addosso una bottiglietta piena di liquido infiammabile, nella casa di San Basilio «scorte» di benzina e accendini. Potrebbe essere lui, sostenevano gli inquirenti, il ricercato «numero 1». Ma gli incendi sono continuati: a Marconi, Portuense, di nuovo al Tiburtino e, ieri, a Roma nord. Punto e a capo, insomma. Da guinness il bilancio del piromane a partire dalla fine di giugno: 25 tra auto e moto date alle fiamme al Tiburtino; trentuno le auto e 28 i ciclomotori incendiati all’Appio Latino tra il primo e il 2 luglio. Ancora roghi tra il 4 e il 5 e nella notte tra l’11 ed il 12 (una ventina le auto bruciate) e il 16 luglio, con un ciclomotore e due furgoni carichi di elettrodomestici bruciati all’Eur. L’ultimo allarme, quello dell’altra notte, al 115 è scattato verso l’una e mezzo. Primo sos in via Tronto, dietro piazza Verbano. Quattro utilitarie e una station wagon finiscono in cenere e di ben 16 motorini in pochi attimi restano solo le carcasse. Poi, a sirene spiegate i pompieri si dirigono in via Boldetti: qui sono dodici tra auto e moto a bruciare. Ancora fiamme in via Tommasini (un’auto e otto scooter), in via Corsica (tre macchine), in via Carlo Fea (due), in via Piediluco (sei), in via Ajaccio (cinque) e in via Chiana (una). In via Nemorense il fuoco danneggia anche vetrina e insegna di un negozio. «Siamo terrorizzati - dicono alcuni residenti di piazza Bologna - non riusciamo più a dormire tranquilli. Siamo pronti a fare le ronde per difenderci». Caccia grossa al piromane, dunque. Nei giorni scorsi un identikit sarebbe circolato in questura. Ma nessun elemento concreto sarebbe nelle mani degli investigatori. Piuttosto le incursioni («a raffica» e in parti abbastanza distanti tra loro) farebbero pensare all’ opera di più persone. Una banda disposta a tutto pur di seminare paura e tenere in scacco le forze dell’ordine. Quel che è certo è che gli autori agiscano in maniera «chirurgica». Provocando prima spesso un foro attraverso i vetri, quindi gettando all’interno il liquido infiammabile sparato anche con una pistola ad acqua.