Piromani: la Grecia applica le leggi antiterrorismo

Ricompense fino a 1milione di euro per chi dà informazioni Ed è già polemica pre-elettorale

La legge antiterrorismo per colpire i piromani. Davanti ad una tragedia senza precedenti il governo di Atene ha deciso di non concedere margini di manovra agli incendiari di questa folle estate di devastazione e di morte. Così, al quarto giorno consecutivo di fiamme (il bilancio è già di 63 vittime tra cui due cittadini francesi), il premier Costas Karamanlis ha chiesto al ministro dell'Ordine pubblico Vyron Polydoras di dare disposizioni affinché venga applicata coi piromani la stessa severità prevista per chi compie attentati. Il procuratore Dimitris Papangelopoulos, responsabile dei casi di terrorismo e crimine organizzato, ha ordinato quindi ai colleghi di accertare «se le azioni incendiarie di quest'estate in Grecia possano ricondursi a questi reati». Sette sospetti piromani sono stati incriminati, mentre un portavoce dei vigili del fuoco, ha reso noto che da giugno la polizia greca ha fermato e accusato 33 persone sospettate di aver appiccato, per dolo o per colpa, alcuni degli incendi. Secondo il quotidiano ateniese Kathimerinì un uomo di 65 anni è finito in manette a Oitlos, sull’isola di Evia con l’accusa d’incendio doloso e omicidio plurimo e una donna di 76 anni è stata fermata per avere causato un incendio a Zacharo, dove ci sono stati 37 morti. Decine di persone sono state fermate e interrogate dalla polizia in varie zone del Paese. «Portiamo avanti una lotta accanita, nostra priorità sono le vittime di questo disastro e il sostegno psicologico a coloro che hanno perso i loro parenti o i loro beni. L'altra nostra priorità è un grande piano di ricostruzione del Paese», ha indicato Caramanlis in una riunione col capo dello Stato Carolos Papoulias. Il governo offre ricompense fino a un milione di euro a chi fornirà informazioni utili a identificare i piromani e sabato sono stati proclamati lo stato di emergenza e tre giorni di lutto nazionale. Ma, con l'avvicinarsi delle elezioni del 16 settembre, le polemiche infuriano. La Grecia non possiede catasti nazionali e le autorità stanno quindi concentrando attenzione e controlli sui possibili tentativi di speculazione immobiliare selvaggia. Ieri la tv pubblica Net, per l'intera giornata, ha mandato in onda le immagini-choc degli incendi che continuano a sconvolgere il Paese. Restano attivi oltre 30 fronti di incendio e 27 villaggi sono stati evacuati. Le fiamme hanno di nuovo lambito Atene dove un violento incendio è scoppiato, come due giorni fa, sul monte Hymettus, a circa 20 chilometri dal centro della capitale. Nonostante un repentino calo della temperatura, scesa a 33 gradi, ci sono infatti ancora circa 80 incendi alimentati da forti raffiche di vento che raggiungono i 70 chilometri all'ora e che i vigili del fuoco non sono riusciti a circoscrivere, soprattutto nella penisola del Peloponneso e sull'isola di Evia, a Nord-Est di Atene. Nel Peloponneso, dove finora sono morte 59 persone, e dove domenica le fiamme hanno minacciato da vicino il sito archeologico dell'antica Olimpia, e poi nell'Eubea (4 vittime) e ancora a Phthiotida, nel centro del Paese, dove ieri sono stati individuati due nuovi focolai, sono rimasti impegnati fino a tarda notte oltre un migliaio di pompieri e altrettanti soldati ellenici aiutati dai colleghi arrivati da vari Paesi europei e appoggiati da 20 aerei e 19 elicotteri antincendio. Le fiamme stanno minacciando anche la cittadina di Krestena, dove abitano cinquemila persone. «Stiamo bruciando. Per favore aiutateci. Dove sono gli elicotteri?», chiedeva un uomo dalla voce roca al telefonino dal villaggio di Frixa. Sono centinaia le case bruciate, mentre migliaia di persone scampate alle fiamme hanno trovato rifugio nelle scuole, negli alberghi e nei centri di assistenza sanitaria regionali. «Siamo distrutti. I nostri cani, i nostri conigli e il nostro pollame sono morti carbonizzati. Non ci è rimasto nulla», ha detto un abitante del villaggio di Artemida vicino a Zacharo. Un quadro confermato ai giornalisti da Nicholas Orphanos, un pompiere impegnato nel Peloponneso: «Ci sono dei villaggi dove non possiamo andare perché le strade sono bloccate. In 30 anni non ho mai visto una catastrofe simile. I roghi hanno ricoperto Atene di cenere mentre l'odore acre di bruciato si respira in tutta la città».