Piroso, un direttore «Omnibus»

da Milano

Si chiamano «pirosiani» e sono un popolo internettiano fedelissimo al direttore del Tg di La7 Antonello Piroso. Ma i «pirosiani» non sono soltanto on line: tanto è vero che Omnibus, il talk show di Piroso su La7 in onda tra le 7 e le 9.15 del mattino, ha festeggiato le prime mille puntate.
Direttore, questo traguardo si raggiunge quando si ha un pubblico affezionato. È soddisfatto? «Certo, specie se penso a com’è iniziata l’avventura di Omnibus. Partì nel marzo 2002. Al suo interno, tenevo una breve rubrica di satira politica intitolata Niente di personale. In dicembre i responsabili di rete decisero di interrompere la trasmissione. Quando si resero conto che non c’era tempo per mettere qualcosa di nuovo in quella fascia, pensarono di allungarla. Mi affidarono la conduzione e diedi una connotazione politica, cosa che nessuno aveva fatto mai a quell’ora. Al pubblico piacque e così Omnibus è diventato un appuntamento fisso per tante persone. Alla vigilia delle ultime elezioni abbiamo raggiunto un record storico: uno share medio dell’8,5 con punte del 17».
Anche il suo talk show di attualità la domenica sera alle 21.30 si chiama Niente di personale. «È una filosofia professionale. Sono un giornalista e quello che penso non interferisce col mio lavoro. Il programma va bene. Anche quando si occupa di argomenti poco popolari in redazione arrivano centinaia di mail di apprezzamento».
Quel titolo le porta fortuna: è arrivata anche la nomina a direttore del Tg di La7. «È stata una coincidenza, ma anche il Tg è in crescita. Nell’edizione notturna raggiungiamo quasi il 7 di share». E cosa pensa del suo personale successo on line? «Un po’ mi stupisce. Pensavo che queste cose succedessero solo agli attori».