Pisa, la Scuola Normale ha 200 anni

Fondata per volontà di Napoleone come succursale della <em>Ècole Normale Supèrieure </em>di Parigi, vi hanno studiato, tra gli altri, tre premi Nobel: Enrico Fermi, Carlo Rubbia e Giosuè Carducci. E due presidenti della Repubblica: Giovanni Gronchi e Carlo Azeglio Ciampi

 Pisa - Poche università al mondo possono vantare, tra i propri ex allievi, addirittura tre premi Nobel: Enrico Fermi, Carlo Rubbia e Giosuè Carducci. Hanno studiato a Pisa, alla Scuola Normale Superiore. Ma la lista dei "big" che si sono formati sui banchi dell'istituto, la cui sede si affaccia nella splendida piazza disegnata dal Vasari (dei Cavalieri), è molto lunga. Tra i più famosi ricordiamo due presidenti della Repubblica, Giovanni Gronchi e Carlo Azeglio Ciampi. Oggi, nel duecentesimo anniversario della fondazione, il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha voluto rendere omaggio all'eccellenza pisana: "Le istituzioni repubblicane debbono gratitudine e riconoscenza alla Scuola Normale di Pisa".

"Superare provincialismi" Non avrebbe potuto scegliere occasione migliore, Napolitano, per lanciare questo appello agli italiani: bisogna separare le celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità da provincialismi e revisionismi. "Nelle celebrazioni del vostro bicentenario - ha spiegato il capo dello Stato - vedo anche un riferimento importante per le celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia. Se si vuole, come è necessario, liberare la considerazione del nostro processo unitario da ricorrenti provincialismi in chiave revisionistica che ne ignorano il respiro europeo e il radicamento nella storia d’Europa tra fine ’700 e metà ’800".

Duecento anni di storia Il 18 ottobre 1810 con un decreto Napoleone sancì la nascita, a Pisa, di un pensionato accademico riservato a 25 giovani studenti che sarebbero stati formati nell’arte di insegnare le lettere e le scienze alle classi medie dell’impero, sull’esempio della Ècole Normale Supèrieure di Parigi. Nasceva così in Italia la Scuola Normale Superiore. Sin dalle origini una scuola di alta formazione universitaria. Da allora la Normale ha saputo rinnovarsi mantenendo la propria leadership e diventando un centro di formazione e di ricerca tra i più rinomati d’Europa. Senza mai cambiare la propria missione: rendere accessibile ai giovani più meritevoli una formazione e un ambiente di ricerca ai massimi livelli.

Un'elite aperta a tutti Sono solo 5.200 sono gli allievi che hanno superato il dusissimo concorso di ammissione alla Scuola dalla sua fondazione ad oggi. Un numero molto esiguo se confrontato con quello degli studenti passati da qualsiasi altra università. Ma con una concentrazione senza eguali di scienziati, scrittori, politici, economisti, uomini di cultura che hanno fatto la storia del nostro Paese. "Né poveri né ricchi: tutti uguali, perché liberi di cure materiali". Con queste parole uno degli allievi più illustri, Giovanni Gentile, raccontava la sua esperienza di normalista.

Gli altri allievi illustri Oltre ai premi Nobel e ai presidenti della Repubblica la Normale può annoverare altre importanti personalità: gli storici Gioacchino Volpe e Delio Cantimori; i filologi e italianisti Luigi Russo e Napoleone Caix; matematici quali Vito Volterra, Mauro Picone e Aldo Andreotti; politici come  Alessandro Natta, Massimo D'Alema (che non si è però laureato), Fabio Mussi. Scrittori ed editori come Giulio Bollati, Pietro Citati, Ettore Cozzani, Antonio Tabucchi e Tiziano Terzani. 

La Scuola oggi Le "classi" accademiche sono queste: lettere e filosofia, scienze matematiche, fisiche e naturali. Con 270 studenti (dato 2008), la Normale di Pisa è una delle tre scuole superiori riconosciute e dotate di autonomia. L'ammissione avviene per concorso. Il sito internet.

- La mostra sul bicentenario della Scuola