Pisana, gli ex ora vogliono il vitalizio


Quasi 5 milioni di euro di arretrati da pagare agli ex consiglieri per il vitalizio che prendono a fine carriera i politici della Pisana. È quanto rischia di dover sborsare la Regione Lazio se il Tar accoglierà il ricorso presentato da Luigi Cancrini, per 15 anni consigliere regionale del Pci e attualmente parlamentare, che ha contestato la sospensione del pagamento del vitalizio regionale. «Per 15 anni ho pagato i contributi - ha spiegato Cancrini - soldi che la Regione dovrebbe aver accantonato proprio per questo motivo. Mi sono consultato con un avvocato e ho deciso di fare ricorso, ma nelle mie condizioni ci sono anche molti altri consiglieri». Una legge di oltre 10 anni fa prevede, infatti, che non sia possibile cumulare altri redditi, che derivano da incarichi politici, al vitalizio che viene automaticamente sospeso. Se però i giudici dovessero ritenere legittima la richiesta di Cancrini, la Regione Lazio si troverebbe con il rischio di dover pagare una ventina di ex consiglieri, ora deputati o senatori, che si trovano nelle stesse condizioni del noto psicoterapeuta e che a quel punto potrebbero far ricorso a loro volta.
Qualche nome? Michele Meta (Ds), Giorgio Pasetto (Dl), Francesco Storace (An), Salvatore Bonadonna (Prc), Claudio Fazzone (Fi), Giorgio Simeoni (Fi), Laura Allegrini (An), Lionello Cosentino (Ds), ma anche Domenico Gramazio (An), Rapisardo Antinucci (Rnp), Fabio Rampelli (An), Armando Dionisi (Udc), Andrea Augello (An) e Anna Teresa Formisano (Udc). Fino al 2002 era possibile anticipare la richiesta di vitalizio appena compiuti 40 anni, mentre ora ne servono 50. Il consigliere che ha superato questa età avrà la pensione decurtata del 5% per ogni anno che manca per arrivare a 55 anni, che è la soglia ufficiale di legge. L’indennità è stabilita al 65% dell’indennità mensile di carica percepita dai parlamentari e il vitalizio è calcolato in base agli anni di legislatura. La soglia minima è di 5 anni e in questo caso il vitalizio è del 30% per circa 1.600 euro netti al mese. Per ogni anno di consiliatura scatta un ulteriore 5%: con due legislature si arriva a 2.000 euro al mese netti, fino al massimo di 3.600 euro per chi ha lavorato 3 consiliature, come nel caso di Luigi Cancrini. Da quando è stata costituita la Regione Lazio sono circa 150 gli ex consiglieri che percepiscono il vitalizio.
Il ricorso di Cancrini ha mandato in bestia l’ex governatore Francesco Storace che, pure, si troverebbe nella posizione di poter pretendere anch’egli il trattamento economico in questione. «Ora ci manca pure - ha detto il senatore di An - che si possa percepire il vitalizio da ex-consigliere regionale del Lazio mentre si fa il parlamentare. L’onorevole Cancrini farebbe bene a ritirare un ricorso che fa malissimo alla politica. La retribuzione che percepiamo - ha fatto notare Storace - è già abbastanza lauta per reclamare ulteriori prebende. È un principio di elementare rispetto del cittadino che paga le tasse evitare che la politica si faccia sempre e solo i fatti propri».