Pisana, per i consiglieri un pieno di rimborsi

Una cura dimagrante per la «casta» della Pisana, esecutivo e parlamentino regionale, non guasterebbe affatto. Perché è inverosimile che con un’entrata mensile di 12.115 euro (8082 di indennità e altri 4033 di diaria), centesimo più centesimo meno, consiglieri e assessori pretendano di intascare pure il rimborso carburante per raggiungere il luogo di lavoro dalla propria residenza. Rimborsi in qualche caso davvero sostanziosi, ma che spesso sono di poche centinaia di euro. Ma perché rinunciarci?, si chiedono dalle parti della Pisana.
Già, è inverosimile eppure è l’autentica verità. Ne sanno qualcosa gli amministrativi che preparano le provvigioni. E gli effettivi fruitori di questo privilegio sono i 71 consiglieri regionali del Lazio che, dopo una modifica del marzo 2006 voluta dall’ex presidente del consiglio regionale Massimo Pineschi, usufruiscono della restituzione di un quinto della spesa di carburante dichiarata ogni diciotto giorni rispetto al prezzo medio della benzina conteggiato 1,278 euro al litro. Insomma, per ogni litro di benzina consumato per recarsi a fare il proprio dovere di legislatore, ogni consigliere si vede restituire 0,255 euro. La conditio sine qua non per usufruire del non disprezzabile «sconticino» è che il percorso di andata e ritorno dal luogo di residenza alla sede della Pisana sia superiore a 15 chilometri. Facile capire che un chilometraggio del genere in una città grande come Roma e considerando che la Pisana si trova in estrema periferia, riguarda tutti. Quindi via libera al rimborso erga omnes non soltanto per la differenza del surplus di chilometraggio sui 15 chilometri-base, ma la spesa dell’intera tratta. Il motivo? La Pisana è considerata «sede disagiata». Solo per i consiglieri, sia chiaro. Chissà perché, infatti, non è considerata tale anche per chi vi lavora quotidianamente. Ma questa è un’altra storia...
A prendere di petto la questione è l’opposizione in consiglio regionale, che propone una vera e propria «dieta obbligata» sulle esose spese quotidiane. I termini temporali sono prossimi: «In sede di finanziaria regionale - sottolinea il capogruppo di Alleanza Nazionale alla Pisana, Antonio Cicchetti - bisogna cominciare con la diminuzione del numero di assessori. Lo statuto regionale recita che se ne possono nominare fino a un massimo di 16. Una cifra che il presidente Marrazzo ha preso per oro colato, nominando proprio sedici «ministrini» (con la giunta di centrodestra erano 12)». «Sarebbe ora - prosegue l’esponente azzurro - di procedere finalmente anche alla riduzione delle commissioni consiliari soprattutto dopo che l’esecutivo più volte ha considerato questa ipotesi, almeno a parole perché nei fatti non ha ancora mai toccato l’argomento. Per il controllo delle finanze invece, andrebbero istituiti il collegio dei revisori dei conti, così da avere il dettaglio della situazione finanziaria della Regione e un comitato di garanzia statutaria per vigilare sulla produzione legislativa».
Ma a proporre misure per tirare la cinghia oltre a Cicchetti c’è pure il consigliere Pietro Di Paolo (An), che prende di mira l’eccessiva frammentazione dei gruppi consiliari. «È impensabile - denuncia - che un gruppo creatosi in corso di consiliatura e non uscito dalle urne, peraltro composto da un solo consigliere, usufruisca di sette collaboratori come un folto gruppo politico. Il costo dello staff in questo caso deve diminuire: bisogna razionalizzare le spese dei gruppi politici e subito».
Sui rimborsi carburante, entrambi gli esponenti di An hanno le idee chiare. «In sede di Legge finanziaria proporremo una modifica al decreto affinché - sostengono Cicchetti e Di Paolo - si conceda il rimborso al limite soltanto a chi è residente almeno a cento chilometri dalla sede del consiglio». Un piccolo ma significativo segnale per passare dall’ormai stucchevole filastrocca sui costi della classe politica ai fatti. In fondo non è difficile.