Pisanu: gli anarchici inquinano le proteste

Pecoraro Scanio: «La Tav costa troppo, serve una tassa sui tir»

Francesca Angeli

da Roma

Attenzione alle infiltrazioni eversive anche tra quelli che manifestano in Val di Susa contro l’Alta velocità. A denunciare questo rischio è il ministro dell’Interno, Giuseppe Pisanu. «Oggi in Italia - dice il titolare del Viminale - la gran parte dei gruppi eversivi tende a introdursi in tutte le forme di protesta pacifica, per inquinarle e dirottarle verso esiti violenti». Anche in Val di Susa dove «c’erano migliaia di cittadini onesti e pacifici che manifestavano, questi gruppi ne hanno approfittato per inserirsi e creare situazioni di disagio».
Il ministro non condivide le ragioni della protesta contro un’opera che ritiene «di importanza vitale per il nostro Paese e per l’Europa». Ma aggiunge che mentre tutti «manifestavano pacificamente» dei gruppi «ne hanno approfittato per inserirsi e creare situazioni di disagio». Pisanu riporta pure un preciso episodio quando è stato «divelto il guard-rail di una strada che dava su un precipizio. Se la polizia non fosse stata particolarmente scrupolosa nell’arginare la manifestazione, sarebbe potuto accadere l’irreparabile». Si tratta di gruppi eversivi che per Pisanu sono «innanzitutto gli anarco-insurrezionalisti, che sono i più presenti e i più diffusi su tutto il territorio», come a Torino, il Trentino, la Sardegna, Milano e Viterbo.
E mentre dal Viminale arriva l’allerta su possibili infiltrazioni eversive nelle manifestazioni i Verdi sfoderano una proposta alternativa al tunnel giudicato dagli ambientalisti di impatto «devastante».
Il piano presentato dal leader dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, insieme con il responsabile per le infrastrutture del partito Anna Donati, permetterebbe di potenziare la linea ferroviaria tra l’Italia e la Francia raddoppiando il trasporto con una spesa, dicono, di un miliardo di euro contro i 15 miliardi previsti dal governo per il progetto Tav.
«Chiediamo che si apra subito un confronto con tecnici ed economisti - dice Pecoraro Scanio -. Serve un dialogo per realizzare opere utili alla comunità nazionale».
Il piano alternativo è quello messo a punto in uno studio delle Ferrovie italiane e francesi nel marzo del 2000. In primo luogo, spiega Donati, occorre «dare priorità al completamento degli investimenti sulla rete esistente», che si stimano in un miliardo di euro. E poi, soprattutto, «abbandonare definitivamente i progetti di potenziamento autostradale su cui insiste il governo Berlusconi per i collegamenti tra Italia e Francia». In particolare la Donati si riferisce al raddoppio del tunnel del monte Bianco, alla nuova autostrada con traforo da Cuneo a Nizza e al raddoppio del Fréjus. I Verdi poi chiedono la «tassazione del traffico pesante» per rendere competitivo il trasporto ferroviario. Infine occorre «realizzare gli interventi a ridosso del nodo metropolitano ferroviario di Torino». Pecoraro, confermando che parteciperà alla manifestazione del 16 novembre, definisce quella in Val di Susa «una vicenda di emergenza democratica». Il progetto sostenuto dal governo, conclude, «risponde a una vecchia logica di spreco».
Ma sul progetto Tav il centrosinistra ha posizioni molto distanti anche al suo interno. È polemica infatti tra la Margherita e Rifondazione. Franco Giordano, presidente dei deputati del Prc, accusa il leader dl Francesco Rutelli di voler «impedire ai movimenti e alla popolazione, di potersi esprimere» e dunque profetizza per lui una sconfitta «perché a Scanzano, a Melfi come a Terlizzi, ha vinto la popolazione». Se Rutelli rompe con noi, dice in sostanza Giordano, di fatto romperà «con parti intere della società italiana, con movimenti di massa. Noi siamo la cerniera con questi movimenti».
Rutelli, che proprio ieri ha ribadito di voler fare la Tav anche se il Prc non ci sta, replica che «la posizione dei Dl è quella che gli impegni vanno mantenuti: tra questi quello preso dal centrosinistra sulla Torino-Lione». La politica, conclude Rutelli, «deve guidare le trasformazioni, non paralizzarsi di fronte ai veti».