Pisanu, un «asso» nella sfida anti-Veltroni

«È una persona eccezionale come dimostrano i risultati sulla sicurezza»

Marcello Viaggio

C’è grande attesa per il vertice della Cdl del Lazio di domani. Alle elezioni politiche e amministrative a Roma, Forza Italia si presenta «da protagonista». «Contro Veltroni ce la possiamo fare» dice il coordinatore della campagna elettorale a Roma e nel Lazio, Giorgio Simeoni, già vicegovernatore con Storace e oggi consigliere regionale: «L’ingrediente fondamentale per vincere è la coesione. Se dal vertice uscirà il nome del candidato sindaco? Credo che sia ancora presto. Occorre prima mettere a punto un programma che sia condiviso da tutta la coalizione».
Programma a parte, Simeoni, la campagna elettorale a Roma risente positivamente dei successi negli ultimi mesi del governo nazionale?
«Sì, c’è un rinnovato entusiasmo. Dopo la grande prova dell’intera classe dirigente di Forza Italia del Lazio a Palazzo dei Congressi, c’è una grande fiducia. Forza Italia, pur mostrando ragionevolezza verso tutti gli alleati, è la forza trainante per rendere competitivo il centro-destra nei confronti di Veltroni».
Mario Baccini e Gianni Alemanno, i nomi che si rincorrono nelle ultime ore per il Campidoglio. Alla base del vostro partito qualcuno lamenta, però, che le candidature andrebbero concordate. Lei che ne pensa?
«Alle elezioni la sinistra andrà priva di un programma condiviso. L’ultimo segnale è l’uscita dai Ds di parecchi dirigenti. Per presentarci alla sfida con Veltroni, difficile ma non impossibile, noi, al contrario, possiamo contare sull’unità della coalizione. Con un rapporto di pari dignità tra tutti gli alleati. Giovedì terremo il vertice regionale, ma per il candidato sindaco dovremo aspettare soprattutto le decisioni del vertice nazionale».
Vuol dire che oggi Forza Italia è più attenta ai programmi che ai nomi?
«Non siamo interessati al toto-sindaco, anche se tempo fa abbiamo avanzato una candidatura di peso come quella del ministro degli Interni Giuseppe Pisanu. Però oggi serve un programma. Abbiamo cominciato con il seminario sui mali di Roma. Nei prossimi giorni incontreremo le categorie produttive della città, l’Unione industriali, i costruttori dell’Acer...».
Resta il fatto che per il Campidoglio i nomi di Baccini ed Alemanno sono sulla bocca di tutti. Significa che, al di là del programma, i giochi sono chiusi? Una volata a due?
«Ritengo che il ministro Pisanu sia una persona eccezionale, come dimostrano i risultati sulla sicurezza, con oltre 200 terroristi assicurati alla giustizia in 5 anni. Pisanu alla classe dirigente del Lazio ha dato la sua disponibilità e questo ci onora».
Lei parla di un nome che onora la Cdl. Significa che giovedì si parlerà anche di Pisanu?
«Il tavolo di giovedì lo ritengo utile per mettere ancora a punto il programma elettorale. Ho grande rispetto della classe dirigente laziale, ma è chiaro che la decisione sul candidato spetta ai vertici nazionali, ce lo dobbiamo mettere in testa tutti. Basta con nomi e totocandidati. Niente da dire, ovviamente, sull’autorevolezza della candidatura di Baccini avanzata domenica dal presidente della Camera, Pierferdinando Casini. L’indicazione mostra come la Cdl scende in corsa per Roma con nomi di assoluto prestigio. È una partita che il centrodestra vuole giocare fino in fondo. Ce la possiamo fare».