Pisanu: i partiti devono isolare i violenti

Il ministro: «Fornirò gli elenchi dei provocatori. Da tempo denuncio la gravità della situazione ma sono poco ascoltato»

da Roma

Un clima avvelenato che con l’avvicinarsi delle elezioni può sfociare nella destabilizzazione.
Il ministro dell’Interno, Giuseppe Pisanu lancia con forza l’allarme da Montecitorio, durante l’informativa sull’aggressione subita dall’europarlamentare leghista, Mario Borghezio. «Da molto tempo - dice il ministro - sulla base di numerose informazioni e di scrupolose analisi, ho denunciato al Parlamento rischi di una crescente conflittualità sulla quale si sono venute innestando forme sempre più gravi di illegalità diffusa e di violenza politiche. Non ho trovato sufficiente ascolto».
E invece, avverte il titolare del Viminale, spetta proprio alle forze politiche «isolare e denunciare i violenti» verificando anche se siano organici ai partiti.
«Mi sto chiedendo se non sia il caso, poiché esistono elenchi corposi di turbatori sistematici dell’ordine pubblico, di fornirli ai gruppi politici perché riscontrino se per caso, senza volerlo, non se ne trovi qualcuno iscritto al proprio partito», osserva il ministro.
A Pisanu sembra che manchi in generale la consapevolezza della gravità della situazione. «Non si può stare in silenzio di fronte a fatti di questo genere - denuncia - si comincia con l’imbrattare un muro, poi si passa alla rottura delle vetrine, al ceffone, poi si arriva alla P38, si arriva ad uccidere. Prima che si inneschi questa spirale cerchiamo di fermarla». È importante intervenire, secondo il ministro, proprio in questo momento perché, ha spiegato, «stiamo andando incontro ad un periodo politicamente difficile. Certo non mi preoccupo del normale conflitto sociale e politico, ma mi preoccupo del rischio che esso possa essere inquinato e deviato dal suo naturale alveo democratico».
Pisanu poi ha ripercorso le tappe dell’aggressione a Borghezio: «Preso di mira e poi selvaggiamente aggredito da una squadraccia di picchiatori mossi da odio politico. Sorte identica hanno avuto i due operatori della Polizia ferroviaria che hanno cercato di proteggerlo». Oltretutto, aggiunge, «fino all'arrivo dei carabinieri alla fermata di Chivasso, nessuno ha mosso un dito per fermare gli aggressori», i quali «hanno trovato ampia copertura tra gli altri manifestanti che affollavano il treno: a quanto pare nessuno di loro ha visto o sentito nulla».
Nessuna provocazione voluta da parte dell’europarlamentare. «Contrariamente alle prime impressioni, l’onorevole Borghezio non ha compiuto alcun gesto provocatorio - evidenzia il ministro - Borghezio è salito su un treno prima dei manifestanti e ha preso posto in una carrozza lontana da quelle a costoro riservate». Sono stati i manifestanti, precisa il ministro, a raggiungere la prima classe e compiere un «pestaggio brutale durato parecchi minuti».
Dunque Pisanu sente il dovere di «rilanciare l’allarme con rinnovata preoccupazione». In riferimento anche a «qualche migliaio di estremisti che hanno sistematicamente inquinato le manifestazioni anti-Tav».