Pisapia compra una cascina e la regala ai romGranelli: "Così evitiamo insediamenti abusivi"

La Consulta dei rom si è presentata davanti a Palazzo Marino per chiedere ascolto sul piano nomadi condiviso con il Viminale. Ma la Lega denuncia: "Il Comune ha comprato una cascina in provincia di Pavia per darla ai rom". Morelli: "Così Pisapia svende la nostra cultura"

"Come presidente del Consiglio comunale mi attiverò perchè Milano diventi una città sostenibile, solidale, aperta all’accoglienza". Parola di Basilio Rizzo. E fil rouge dell'amministrazione firmata Giuliano Pisapia. D'altra parte lo aveva promesso Nichi Vendola, il giorno della vittoria del centrosinistra a Milano, col suo diktat: "Abbracciamo i nostri fratelli rom e musulmani". Detto, fatto. E così, questa mattina, la Consulta dei rom si è presentata davanti a Palazzo Marino per chiedere ascolto sul piano nomadi condiviso con il Viminale. "Il Comune sta lavorando a un piano per affrontare la questione dei campi rom: lo presenteremo alle associazioni per discutere insieme alcuni aspetti", ha dichiarato l’assessore alla Sicurezza Marco Granelli. E, tra le soluzioni del Comune di Milano, anche l'acquisto di una cascina in provincia di Pavia.

La linea guida principale sulla quale la Giunta Pisapia si sta muovendo dall’inizio del mandato è la seguente: "superamento del campo in quanto tale" perché non ritengonoo che sia "la soluzione più adatta né per le persone che vi abitano né per la città. In alternativa, Palazzo Marino intende cercare soluzioni abitative a partire da quanto previsto dal Piano rom del prefetto Gian Valerio Lombardi. "Vogliamo evitare nuovi insediamenti abusivi - spiega Granelli - stiamo effettuando allontanamenti con interventi annunciati in anticipo, con fermezza, e senza l’uso della forza". In caso di allontanamento Palazzo Marino offre le stesse opportunità date ai senza dimora. Non solo. Milano si attrezzerà ben presto con uno o due campi di transito per le famiglie rom. Una decina di famiglie che abitavano nel campo di via Novara sono state trasferite in una cascina in provincia di Pavia. "La cascina - spiega il leghista Alessandro Morelli - è stata comprata dal Comune proprio per i rom. E' la conferma che Pisapia non si occupa mai dei bisogni dei milanese: non solo dà le case popolari ai nomadi, ma compra loro anche le cascine che fanno parte della nostra cultura".

Sebbene la Giunta Pisapia assicuri che cercherà di attuare quanto concordato con il Viminale, è stato proprio il piano firmato al ministero dell'Interno a prevedere, senza previsione di soluzioni abitative, la dismissione di quattro campi nomadi regolari. La lista di quelli da chiudere è già stata stiilata: il campo di via Negrotto, quello di via Idro, quello di via Bonfadini e quello di via Novara. Non solo. Il piano prevede l’azzeramento dei campi abusivi e le messa in opera nei rimanenti otto campi regolari di telecamere in collegamento con le centrali operative di vigili, polizia e carabinieri.

Queste erano le condizioni sine qua non per attuare il piano firmato dal ministro Roberto Maroni. "E' difficile prevedere che Pisapia in due mesi o poco più riesca a dismettere i quattro campi nomadi regolari - spiega l'ex vicesindaco Riccardo De Corato - il piano Maroni non potrà portare ulteriori sviluppi, in quanto condizionato dai suddetti interventi". La Consulta rom ha poco da chiedere al sindaco di Milano. Perché, se non si verificano le suddette precondizioni, Palazzo Marino non riceverà i relativi finanziamenti stanziati dal Viminale.