Pisapia getta la maschera: la mia giunta parteciperà alla chiusura del ramadan

Alla chiusura del
Ramadan parteciperanno i rappresentanti di Palazzo Marino. De Corato: "Segnale istituzionale sbagliato". Ma è solo l'ultimo passo di un cammino che porterà all'apertura di un luogo di culto per islamici in ogni quartiere di Milano 

Milano - Quest’anno alla chiusura del ramadan parteciperanno anche i rappresentanti del Comune di Milano. Non era mai successo. E mentre le comunità islamiche esultano alla notizia perché la considerano un segno che - dopo anni di discussioni sulla nuova moschea e di dichiarazioni al vetriolo - i rapporti si stanno normalizzando, non mancano le critiche di Lega e Popolo della libertà.

L’ex vicesindaco Pdl Riccardo De Corato parla di un "grossolano errore" e di un "segnale istituzionale sbagliato". E ironizza con il suo sostituto: "Spero che il vicesindaco Maria Grazia Guida prima di stendere il tappetino per pregare verso La Mecca si sia informato sull’imam che arringava con i suoi sermoni gli islamici di viale Jenner, il quale sta scontando nel carcere di Poggioreale 5 anni di galera per istigazione a delinquere".

La questione della localizzazione della (o delle) moschee è ancora aperta. L'intento della Giunta guidata dal sindaco Giuliano Pisapia è quello di aprire un luogo di culto per i musulmani in ogni quartiere di Milano. Le comunità islamiche hanno già avuto un incontro a Palazzo Marino e un secondo è fissato per il 14 settembre. Prima di allora si terrà la fine del Ramadan e il modo in cui parteciperà il Comune è ancora da decidere. La moschea di via Meda vorrebbe invitare il vicesindaco e gli assessori che vorranno essere presenti, venerdì 26 agosto per la rottura del digiuno. Il presidente della Centro Islamico di viale Jenner, Abdel Hamid Shaari, ipotizza un incontro al teatro Ciak, il 30 o 31 agosto, data da definire perchè la fine del Ramadan dipenderà dalle fasi lunari. Shaari sottolinea che non c’è ancora una comunicazione ufficiale di Palazzo Marino ma che gli assessori "saranno i benvenuti". Il gesto "è importantissimo - aggiunge -. L’apertura va nell’ambito della normalizzazione dei rapporto con una comunità che è fatta di cittadini".

"Era ora", secondo Yahya Pallavicini, vicepresidente Coreis e imam di via Meda, che arrivasse un’apertura di questo tipo verso il pluralismo religioso e la comunità islamica "troppo spesso" oggetto di polemiche e islamofobia. Più che un evento storico, Roberto Hamza Piccardo (che è stato fra i fondatori dell’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia) ci vede "un adempimento costituzionale". "E' normale che la giunta possa partecipare a una cerimonia musulmana - commenta - come avviene per una cerimonia cristiana o ebraica".