Pisapia lascia tutti a piedi. Tranne gli sposi gay

MilanoBlocco totale del traffico. Milano si ferma, in città i controlli contro i trasgressori sono serrati e in 900 prendono la multa.
Tutti si organizzano con bici e mezzi pubblici, vanno a piedi, rimandano impegni e spostano gli appuntamenti.
Gli unici a farla franca sono Daniele e Giuseppe, una coppia gay che festeggia il matrimonio. Ai loro invitati basta sventolare sotto il naso dei vigili la partecipazione con i nomi dei novelli sposi per poter circolare in auto senza problemi.
Peccato che i due abbiamo organizzato una semplice festa privata - l’equivalente di un compleanno o di una rimpatriata di classe - e non una vera cerimonia (per cui sarebbe stata prevista la deroga). Il matrimonio infatti, con tanto di promessa e scambio di anelli, è stato celebrato lo scorso 16 agosto in Canada e quella di ieri era solo una semplice bicchierata con gli amici italiani. Eppure un banale cartoncino con scritto «Daniele e Giuseppe sposi» è valso come lascia passare. Vallo a dire a tutti quelli che invece si sono beccati una multa da 155 euro per aver usato l’auto.
In Comune l’imbarazzo per quanto è accaduto è parecchio e non si riesce a dare una spiegazione chiara dell’equivoco. Anche al comando dei vigili, che ha il compito di firmare i permessi di accesso, le idee sembrano abbastanza confuse. Si parla di «deroga per cerimonia». Ma cerimonia non era. E con il lascia passare agli invitati di Daniele e Giuseppe si crea un precedente non da poco. In futuro per vigili e Comune sarà complicato negare deroghe e concessioni speciali.
Per il mondo gay invece la storia della coppia che vince sul blocco totale del traffico suona come una mini vittoria: una specie di ufficializzazione delle unioni omosessuali fuori dalle mura della chiesa valdese.
Dovendo fare i pignoli, il matrimonio risulta perfettamente legale in Canada ma non in Italia e quindi i due innamorati non risultano nemmeno sposati.
Il permesso di circolazione sembra ancora più bizzarro. «Vorremmo sapere dove sono finiti i cattolici del Pd - tuona il vice presidente del Consiglio comunale Riccardo De Corato - che dopo aver ingoiato il rospo del registro delle coppie di fatto, oggi assistono, taciturni, al riconoscimento di deroghe alle domeniche a piedi, per matrimoni gay, unioni contrarie ai principi cattolici e costituzionali, con tanto di timbro della vigilanza urbana, di cui è assessore delegato, il cattolico ex assistente sociale della Caritas Marco Granelli».
Ma anche se la coppia fosse stata composta da un uomo e una donna, in ogni caso di cerimonia non si trattava.