Pisapia lavora al registro per le coppie di fatto Finanziamenti e case popolari alle famiglie gay

Dopo aver bocciato le agevolazioni Irpef proposte dall’opposizione per quanti hanno figli, anziani e disabili a carico, la Giunta lavora per istituire il registro. A settembre l'incontro con la comunità gay

Milano - Il primo passo è stato concedere il patrocinio al Gay Pride. Il prossimo sarà il riconoscimento delle coppie civili (etero e non) attraverso l'istituzione di un registro. E' la Milano gay friendly voluta dal sindaco Giuliano Pisapia. Ci sta già lavorando l'assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino che oggi ha incontrato il sindaco di Padova Flavio Zanonato per esportare in Lombardia l'esperimento dell'albo delle coppie di fatto. Dopo aver bocciato tutte le agevolazioni Irpef proposte dall’opposizione per quanti hanno figli, anziani e disabili a carico, il neosindaco si mostra completamente a favore delle unioni civili.

Una Milano arancione. O meglio: una Milano arcobaleno che apre alle unioni civili e chiude (gioco forza) alle famiglie e alle giovani coppie. Su questo punto la Giunta ha già messo il turbo. Il prossimo 7 settembre, infatti, Majorino incontrerà le comunità gay, lesbico e transgender. Un vertice per mettere insieme una sorta di piano di lavoro da presentare al primo inquilino di Palazzo Marino. "Decisivo è che esista una sede dove si possa fisicamente registrare l'avvenuta unione - spiega l'assessore meneghino al Corriere della Sera - un atto però tanto importante quanto simbolico, se viene integrato da concrete politiche di welfare". Tanto simbolico non sarà. Perché il Comune passerà dalle parole ai fatti, perché il registro comporterà tutta una serie di vantaggi alle coppie di fatto (senza però che questi si facciano carico anche di certi doveri). Un esempio? L'ex sindaco Letizia Moratti aveva attivato un bando destinato alle giovani coppie per finanziare con 5mila euro l'acquisto della prima casa. Bene, Majorino farà in modo che "bandi come questo in futuro siano aperti a tutte le coppie". Non solo. L'istituzione dell'albo imporrà anche la revisione dei criteri di assegnazione degli alloggi popolari aprendo, quindi, anche alle coppie non sposate.

"Il matrimonio tra persone dello stesso sesso rimane la priorità e l’obiettivo per sancire finalmente l’uguaglianza di tutte le cittadine e tutti i cittadini - spiega il vicepresidente pd Ivan Scalfarotto - ma il Registro delle unioni civili che, come promesso, la giunta Pisapia vuole varare a Milano è un importante passo, non solo simbolico, che qualifica l’impegno per cambiare la città anche sul piano culturale e avvicinarla ai parametri di civiltà di ogni grande capitale europea". Ed è proprio l'esponente democratico ha sottolineare cheil registro deve avere "ricadute concrete" nella vita delle persone assicurando "l’ammissione delle coppie di fatto, omosessuali ed eterosessuali, alle graduatorie per l’assegnazione e la fruizione dei servizi gestiti da Comune, Provincia e Regione, in primis il diritto alla casa popolare". I democratici vorrebbero, infatti, che "l’esempio di Milano" venga "presto seguito da tutti".

Immediate le barricate alzate dall'opposizione. "Non solo abbiamo dovuto assistere all’assalto della nuova amministrazione al portafoglio delle nostre famiglie - tuona il consigliere leghista, Massimiliano - ma l’opera di distruzione del welfare milanese continua a passo spedito". La Lega parla di "strike completo", un colpo alle famiglie con figli. La loro colpa? "Evidentemente - spiega Bastoni -sono giudicati poco moderni dall’attuale amministrazione. Possono anche tingere di tutti i colori dell’arcobaleno questa città ma le pagliacciate a danno delle famiglie milanesi le vadano a fare da un’altra parte". Molto duro il Pdl che punta il dito contro Pisapia reo di aver bocciato tutte le agevolazioni Irpef proposte dall’opposizione per quanti hanno figli, anziani e disabili a carico. "Vogliono istituire un registro per le coppie di fatto - tuona il pdl Matteo Forte - creando uno strumento che si aggiunge a quelli già esistenti per la tutela dei conviventi, come la legge per l’assistenza ospedaliera, le polizze assicurative o le scritture private davanti ad un notaio". Forte fa notare che la vera rivoluzione sarebbe introdurre il Fattore Famiglia. "Questo sì che porterebbe in una città come Milano una ventata d’aria fresca - conclude - ci avvicinerebbe davvero a quei paesi europei che lo applicano da decenni".