Pisapia: «Il mio rimpianto? Non averlo salutato»

Si era ripromesso di andarlo a trovare a Brescia «non appena possibile». Ora il sindaco Giuliano Pisapia piange la scomparsa dell’amico-collega Mino Martinazzoli. «Ci legava una grande e reciproca stima, ma non ho fatto in tempo a raggiungerlo nella sua Brescia per quello che sarebbe stato un ultimo saluto e per questo, insieme al dolore e a un senso di mancanza, provo rimpianto. La sua morte lascia un grande vuoto in tutti noi perchè il grande avvocato che aveva dedicato la vita all’impegno politico ci ha lasciato un insegnamento di cui oggi ci sarebbe grande bisogno». Pisapia, che con Martinazzoli aveva in comune un passato gli studi di giurisprudenza, la carriera da avvocato e la politica, esprime anche il cordoglio della giunta milanese. «Martinazzoli - aggiunge il sindaco di Milano - era un politico di razza. È stato uno dei protagonisti della nostra storia politica e ha ispirato la sua azione ai valori di democrazia e libertà oltre che alla difesa della Costituzione». Da avvocato, Pisapia ricorda anche «l’illuminato ministro della giustizia», capace di avere una visione aperta, di lungo raggio e di ampia prospettiva sui problemi - rimasti irrisolti - della giustizia. «Ma quello che porteremo sempre con noi dell’insegnamento di Martinazzoli - prosegue Pisapia - è la sua totale dedizione all’interesse del bene collettivo. Un patrimonio ideale di cui oggi si sente molto la mancanza. Martinazzoli decise di dedicare l’ultima parte del suo impegno nelle istituzionali alla sua Brescia e tenne fede alle aspettative dei cittadini dimostrandosi un ottimo sindaco».