Pisapia non firmerà l'ultimo bilancio

La manovra potrebbe essere approvata da un commissario. O dal prossimo sindaco

Maria Sorbi

Le ipotesi sono due: o l'era Pisapia si chiuderà senza aver approvato il bilancio comunale, o ci penserà un commissario ad acta. In ogni caso una débacle politica. Per un sindaco uscente non è il massimo lasciare il lavoro a metà, buttato sulla scrivania del suo successore. Né si può dire sia un successo dover passare la penna a un commissario per la firma finale della finanziaria della città. Eppure.

Nella seduta del Consiglio comunale di ieri, convocata per proseguire l'esame della manovra 2016, è venuto a mancare il numero legale: uscita l'opposizione dall'aula al momento del voto su uno de 2832 emendamenti depositati, la maggioranza non ha garantito il quorum, nonostante la presenza del sindaco Giuliano Pisapia.

Potrebbe quindi arrivare un commissario prefettizio durante la campagna elettorale per l'approvazione del bilancio di previsione. Il termine di legge per l'ok al bilancio, in assenza ad oggi di una proroga del governo, resta fissato per sabato 30 aprile: dunque per Palazzo Marino, nell'impossibilità di convocare una nuova seduta per domani e di approvare il provvedimento entro i termini di legge, si può profilare la nomina di un commissario ad acta, come prevede la norma.

Se non ci fossero state le elezioni di mezzo, sarebbe bastata una proroga dei termini da parte del governo, come già accaduto in passato. Ad oggi però non basterebbe una seduta sola per licenziare il mastodontico documento. Un finale poco glorioso per l'amministrazione, che lascia un percorso a metà. Quando in ballo ci sono i soldi dei milanesi.