Pisapia perde quota: un milanese su due non si fida del sindaco

Sprofondo rosso. Dopo i grandi entusiasmi, il sindaco Giuliano Pisapia rimane fuori dalla classifica dei sindaci più amati. Un misero 54,3 per cento e non entra nemmeno nei 48 migliori su 110 comuni capoluogo che superano lo sbarramento del 55 per cento fissato dagli autori della quindicesima edizione di Monitorcittà di Datamonitor. A vincere la sfida è Piero Fassino (68,5 per cento di gradimento), davanti al leghista di Verona Flavio Tosi (67,6) e col 65,9 Matteo Renzi, il primo cittadino di Firenze che vuol rottamare il Pd. Segno che alla fine il sindaco politico piace ancora. Sia di destra che di sinistra. Per Milano e Pisapia c’è soltanto un ripescaggio grazie alla classifica delle metropoli, dove il sindaco in quota Nichi Vendola si piazza a un non certo lusinghiero sesto posto. Preceduto anche dal dipietrista Luigi De Magistris a Napoli (65 per cento), Gianni Alemanno (58,2 per cento) con Roma quarta tra le grandi città, ma appena al ventiquattresimo posto assoluto e Michele Emiliano sindaco di Bari ed ex magistrato del Pd, in calo però del 2,2 per cento.
Intanto Pisapia in un’intervista a l’Espresso assicura che in caso di elezioni politiche non si candiderà. «Lo escludo, è già difficile governare Milano. Ma candidato a parte, sarebbe necessario allargare l’alleanza, senza discriminazioni a sinistra». Tra i disegni di legge più urgenti, «dare agli italiani una giustizia degna di questo nome sarebbe cruciale».