Pisapia punta sull'avvocato dei centri sociali: Mazzali "garantirà" la sicurezza dei milanesi

L’avvocato dei no global, Mirko Mazzali, è stato nominato presidente della commissione. Il legale aveva ritirato la candidatura perché neppure il Partito democratico lo voleva: "Giocherà un ruolo importante nella regolarizzazione dei centri sociali"

Dopo un tira e molla durato oltre una settimana l’ha spuntata il difensore «dei giovani uccisi dall’intolleranza politica e razziale» (Dax e Abba), dei «lavoratori in lotta per i loro diritti» (ha difeso gli operai dell’Alfa, della Innse e di Atm), che ha visto così ricosciuto il «suo» diritto alla poltrona. Mirko Mazzali (Sel) l’avvocato dei centri sociali, è stato eletto (29 voti a favore, 14 contro) presidente della commissione comunale Sicurezza sotto la vigile scorta di Gabriele Ghezzi, poliziotto eletto nelle file del Pd. Una vittoria di Pirro quella di Mazzali incoronato e «commissariato» dopo avere creato l’ennesimo caso politico tra i partiti della coalizione, Pd e Sel.
Qualche giorno fa l’avvocato dei no global (processo G8) ha rimesso ufficialmente la sua candidatura con una lettera di fuoco: «Non sono stato eletto per vedere sgambetti, trappole, dispettucci, atteggiamenti arroganti. Non sono stato eletto per sentirmi dire: qui non si parla di diritti, qui si parla di politica. Il vento con la vittoria di Giuliano Pisapia è cambiato, qualcuna fa finta di non essersene accorta» in aperta polemica con la capogruppo Pd Carmela Rozza rea di aver proposto come suo vice Ghezzi «per le sue competenze». Una mossa che ha indispettito non poco il principe del foro radicale che aveva fatto un passo indietro, salvo poi farlo in avanti al momento del voto. Ieri è toccato, per contrappasso, alla capogruppo Rozza fare un passo indietro, con doppia giravolta, presentando a nome della maggioranza la candidatura di Mazzali per le sue competenze: «eletto due volte nel direttivo della Camera penale di Milano, siede nell’Osservatorio carcere e perchè in un discorso di regolarizzazione dei centri sociali potrebbe giocare un ruolo importante». Una nomina che è tutta un programma. Tra Sel e Pd torna il sereno? «Non c’è mai stato nessun mal di pancia. Avevo semplicemente spiegato il perché avessi proposto Ghezzi. L’accordo con la maggioranza per Mazzali l’ho fatto io, che avevo potere di veto, quindi...».
Nell’imbarazzo oltre al «difensore dell’illegalità», c’è finito suo malgrado anche Ghezzi che ora rischia di diventare la barzelletta nell’ambiente. Guarda caso a ridere sotti i baffi è Carmine Abbagnale, poliziotto del Pdl, che si chiede: «Come giustificherà Ghezzi con i suoi colleghi il fatto di essere il vice del difensore di chi dell’illegalità ha fatto bandiera?».
Intanto Matteo Salvini, ex presidente della commissione e capogruppo della Lega in Comune, non perde tempo: «Abbiamo chiesto al neopresidente la convocazione urgente della commissione al campo rom di via Bonfadini, che secondo il piano Maroni dovrebbe chiudere a fine anno. Il nostro atteggiamento? Mettere l’avvocato dei centri sociali alla presidenza non è il modo migliore per partire, ma nessun pregiudizio. Noi continuiamo a lavorare».