Pisapia raccoglie le firme per il voto agli stranieri

Dopo le moschee in ogni quartiere e le case popolari ai nomadi, Pisapia pensa a concedere diritto di voto e cittadinanza agli immigrati. E intanto i milanesi protestano...

Hanno già promesso moschee in ogni quartiere. Gli assessori milanesi a braccetto con i musulmani stanno mappando gli scantinati da regolarizzare. Ma non basta. Quando Giuliano Pisapia vinse le elezioni a maggio, Nichi Vendola al suo fianco in piazza Duomo incitò la folla ad «abbracciare i fratelli rom». E il centrosinistra, intanto, ha aperto le porte del Comune alla Consulta dei rom e promesso case popolari e cascine ai nomadi. Non basta? No. Mentre i milanesi protestano per l’aumento del 50% sul biglietto del tram e l’introduzione dell’Irpef, l’assessore di Sel Daniela Benelli ieri ha auspicato che da Milano «con circa 120mila stranieri iscritti all’anagrafe» arrivi un segnale «di forte partecipazione» alla raccolta firme per dare cittadinanza e diritto di voto a «oltre 5 milioni di immigrati». Sarebbe «un segnale di civiltà». E una garanzia alle urne, forse. Quando il vento a Milano di questo passo sarà ri-cambiato.