Per Pisapia si mette male: dopo la vittoria perde la Sec e finisce nella rete del Pd

Squadra vincente non si cambia, o almeno questo dice la buona regola. Non accadrà per Giuliano Pisapia, che si prepara ad affrontare il secondo turno, il più impegnativo, senza la Sec, l’agenzia di comunicazione che ne ha curato immagine e campagna nella battaglia per la candidatura. A riprendere in mano il pallino sarà il Pd, che non vuole lasciarsi sfuggire il controllo della candidatura dell’avvocato. Con ogni probabilità, chi ha coordinato la campagna di Stefano Boeri passerà adesso ad occuparsi della sfida di Pisapia a Letizia Moratti.
I vincitori della campagna delle primarie non si attendevano nulla di diverso: il contratto scadeva con le primarie. «Abbiamo l'orgoglio di avere contribuito alla vittoria di un grande uomo. Rimane anche la grande esperienza umana e professionale vissuta e condivisa con lui e con il suo staff» spiegano dalla Sec. L’impegno nella campagna di Pisapia della società di Fiorenzo Tagliabue, tradizionalmente legata al mondo di Comunione e liberazione, aveva stupito molti ma si è rivelata azzeccata per erodere consensi a Boeri e strappare anche qualche preferenza in mondi tradizionalmente lontani da quelli di sinistra di Pisapia.
Adesso che il gioco si fa duro, entrano in scena equilibri più ampi e il Pd intende dire la sua, anche per non rimanere travolto dalle liste civiche che si affacciano sulla scena: oltre a Valerio Onida, pare che anche Stefano Boeri non abbia ancora rinunciato all’idea di scendere in campo con una lista elettorale propria. Ragione in più da parte del Pd per cercare di mettere un po’ d’ordine almeno nella comunicazione elettorale.
Forse anche per la Sec sarebbe stato difficile scendere in campo contro il candidato del centrodestra, ma pare che i vertici non si siano trovati di fronte al dilemma se far prevalere le relazioni consolidate o l’avventura «professionalmente entusiasmante».