Piscina Bacone, un nuovo look da 25 metri

I lavori sono costati 1milione e 400mila euro

Gianandrea Zagato

Venticinque metri per 12,5, ricambio dell’acqua ogni quattro ore e la temperatura a 28 gradi. Ma anche una vasca di cinque metri per 12,5, profonda 130 centimetri, con ricambi dell’acqua - a 32 gradi - ogni trenta minuti. Ecco la nuova piscina Bacone: Milanosport restituisce dunque alla città l’impianto simbolo di via Piccinni, dopo un intervento di ristrutturazione costato un milione e quattrocentomila euro.
«Un’importante riqualificazione della struttura - incluso gli spogliatoi, le docce, l’illuminazione e la realizzazione della sala macchine - in funzione di tempi e delle esigenze degli utenti, adeguandola a un utilizzo polifunzionale che consente quindi di svolgere innumerevoli attività sportive acquatiche e di acquafitness» annota Armando Gozzini, presidente di Milanosport, Spa che gestisce la maggior parte degli impianti cittadini. Gestione «al meglio» chiosa l’assessore allo Sport, Giovanni Terzi: «Lo dimostra quest’impianto che non ha nulla da invidiare ai più rinomati centri benessere o sportivi privati milanesi. E le code di persone per iscriversi ai corsi che si svolgeranno alla piscina Bacone dimostrano inequivocabilmente come esista una domanda di sport in città e come Milanosport e Palazzo Marino sanno operare al meglio». Ma, avverte Gozzini, quella della Bacone «è solo una prima tappa: infatti, sono in cantiere altri interventi su cinque impianti che gestiamo».
Avvertenza dettata ai cronisti con l’orgoglio del lavoro svolto: «In questi anni, Milanosport, ha conseguito il suo obiettivo istituzionale» ovvero «è migliorata la qualità del servizio offerto ai cittadini» come dimostra pure l’indice di customer satisfaction che è oltre il settanta per cento. Ma c’è anche «un ampio margine economico di incremento dell’efficienza della gestione» aggiunge il vicepresidente della società Adriano Bazzoni: «Dal 2002 ad oggi i ricavi dai corsi sono aumentati complessivamente del 51 per cento mentre è del 72 per cento quello derivante dall’utilizzo degli impianti». Valori percentuali che per il Comune si traducono in un costo sociale di 7,5 milioni di euro contro i 12,5 milioni del 2002: «Un decremento di circa 5 milioni annui a tutto vantaggio dell’amministrazione comunale e quindi dei cittadini».
E precisa Gozzini «investendo più di dieci milioni di euro in riqualificazione degli impianti dal 2002 ad oggi». Come dire: l’obiettivo istituzionale è stato «conseguito applicando tariffe - determinate dal Comune - e sempre in misura assai inferiore ai prezzi di mercato: differenza quest’ultima che rappresenta il costo sociale dello sport, di cui Palazzo Marino si fa carico».
Applausi a Milanosport che, tra l’altro, ha riqualificato anche le piscine Cardellino, Arioli-Venegoni, Sant’Abbondio e Suzzani e si prepara a mettere mano alla Cozzi di viale Tunisia, dove si sono trasferite direzione e uffici della Spa comunale creata per gestire la rete dello sport pubblico milanese.
Appuntamento, dunque, già da stamani per farsi le vasche al civico 8 di via Piccinni, dove un ingresso costa solo quattro euro e un abbonamento annuale 280 euro. Ah, magari ci trovate pure l’assessore Terzi: «Ci venivo quindici anni fa, ora è tutto diverso, tutto nuovo e splendente: nuotare sarà anche più divertente».