PISCINE Tutti pazzi per il tuffo in giardino

Da quelle fuori terra, che costano quanto un’auto, a quelle ipertecnologiche che diffondono musica sott’acqua: ormai ce n’è per tutti i gusti. E il mercato fa boom

Manila Alfano

La sorpresa, in fondo, è tutta qui: una piscina in casa costa meno di un’auto di media cilindrata e, qualche volta, non ti fa neppure rimpiangere il mare. E allora pensi: perché no? In fondo il mare è lontano e hai un po’ di spazio in giardino.
Ti informi, guardi i modelli e soprattutto i prezzi e scopri che un tuffo in piscina è ormai a buon mercato.
Un dépliant addirittura promette: «La tua piscina in 8 giorni»; in molti casi puoi guardarti i modelli disponibili tramite internet e comporre la piscina che ti piace di più: listino prezzi alla mano e via. Decidi tu il modello, le dimensioni, il colore, i materiali da abbinare, gli accessori e tutto direttamente on-line senza neppure prenderti il disturbo di andare sul posto.
«Forma e design tendono al gusto minimale - spiega Sara Di Mario, di Piscine Oggi, il trimestrale di architettura, ambiente e tecnologie dell’acqua -. Le vasche sono in apparenza semplici ma in realtà sono dotate di molti comfort, con geometrie definite con scale sommerse, colori tenui e naturali tipo sabbia e beige, a discapito del classico azzurro sempre meno scelto. Addirittura in alcune zone d’Italia, come in alcuni comuni toscani, è obbligatorio utilizzare questi colori che hanno minor impatto visivo e tendono ad armonizzarsi meglio con il paesaggio».
Ci sono quelle superlussuose certo, da fare invidia a quelle dei migliori resort, dalle forme più bizzarre e materiali costosissimi, dotate di idromassaggio, lettini sommersi con effervescenza, lame d’acqua per il massaggio cervicale, con gli impianti di diffusione musicale subacquea, con scala romana che scende nell’acqua, quelle costruite con l’effetto spiaggia, con l’orizzonte sul mare, quelle a «sfioro» per cui con un piacevolissimo effetto ottico si ha l’impressione che l’acqua non finisca mai.
In questi casi il prezzo non è un problema, ma per tutti gli altri ci sono altrettante soluzioni. Ad esempio c’è la piscina in kit, da montare autonomamente con l’ausilio di chi sa maneggiare il cemento per costruire la platea di fondo con le pareti che si assemblano ad incastro. E voilà, con 6mila euro la piscina è pronta.
Sì, ma quanto costa di media una piscina? «In Italia - dice il direttore di Aquilus piscine Silvano Bianchin - stiamo assistendo a quello che in anni passati è già accaduto in Francia prima e Spagna poi, ovvero alla "democratizzazione della piscina". Ogni anno nascono soluzioni sempre più adattabili a prezzi del tutto accessibili. Siamo ormai lontani anni luce dall’idea della piscina come un bene di lusso. Negli ultimi anni sul mercato si sono affacciati diversi tipi di target. Resta sicuramente quello alto, in cui non c'è limite alla spesa e ci si può sbizzarrire nelle scelte più particolari e personalizzate, ma le aziende stanno puntando sul target medio. Oggi con 10mila euro si riesce ad avere già un’ottima soluzione. È questa la vera scommessa del settore».
«La piscina - continua il direttore di Aquilus - è un acquisto emozionale, un investimento che crea delle aspettative, che migliora la qualità della vita, che crea anche delle aspettative sociali di socializzazione».
E i dati parlano chiaro: solo nel 2005 sono state installate 14mila piscine interrate e 7mila fuoriterra, forse esteticamente meno belle, ma più semplici da realizzare. Per questo tipo infatti non c’è bisogno di chiedere alcun permesso e non cozza con i vincoli ambientali.
«Quello che spinge sempre più gente a prendere in considerazione la piscina sono i costi contenuti di realizzazione. È importante poter contare anche sulla rapidità di esecuzione, sulle tecnologie prefabbricate e sulla facilità di manutenzione. Oggi, per tenere pulita la piscina, bastano 50 euro la settimana, e solitamente i clienti si accordano direttamente con il costruttore», commenta Antonio Gentile dell’azienda Gis di Monopoli.
Agli italiani l’idea di avere una piscina tutta per loro piace sempre di più e sono sempre meno disposti a rinunciare. Le cifre parlano da sole: «Un fatturato di 500 milioni di euro l'anno», dice il dottor Francesco Capoccia, presidente di Assopiscine. Una cifra importante che spiega la grandezza di un mercato in continua espansione. «Da non dimenticare c'è la riscoperta delle piscine biologiche e quelle con gli idromassaggi che stimolano la circolazione. Sempre più persone sono attirate dalla voglia di piscina perché pensano alla salute, e non quindi solo per un motivo estetico o sociale. Con il riscaldamento dell’acqua e le coperture la piscina poi può davvero diventare una valida alternativa alla palestra». E per gli esperti del settore questo è solo l'inizio.