Una pista ciclabile dal lago di Como al Maggiore: il progetto è pronto

La Grandegronda è un percorso ciclabile lungo 170 chilometri che, sfruttando buona parte dei tracciati già esistenti, permetterebbe di collegare il lago Maggiore con il lago di Como passando per il centro di Milano coinvolgendo 30 comuni lombardi. Il progetto è stato presentato presso il municipio di Cassinetta di Lugagnano. L’ideatore è Giovanni Gronda, ingegnere milanese. Ha presentato il suo progetto al concorso Expo dei Territori. Ma oggi evidenzia la mancanza di reazioni rilevanti da parte delle istituzioni alla sua proposta. Il progetto è stato infatti presentato e protocollato tre anni fa in Regione, Provincia e Comune di Milano trovando positivo riscontro tra i politici interpellati. Anche alcuni Comuni coinvolti nel tracciato non hanno dato risposta significativa. Il viaggio virtuale inizia alla stazione di Sesto Calende e arriva a Lecco attraversando Ticino, Naviglio Grande, Canale Scolmatore di Nord Ovest, zona di Rho-Pero (luogo Expo), Bosco in Città, Parco delle Cave, Milano - da Baggio alla Cassina de Pom - Naviglio della Martesana, l’Adda. Un percorso che per i promotori permetterebbe di ammirare alcuni tra i luoghi lombardi d’eccellenza turistica: aree naturalistiche, ville storiche di pregio artistico, opere idrauliche e ingegneristiche come le centrali idroelettriche sull’Adda o il ponte di Leonardo, il villaggio di Crespi d’Adda e, da non trascurare, una parte del centro di Milano.
Il completamento del progetto richiederebbe una segnaletica adeguata, la messa in sicurezza del Canale Scolmatore («una ciclabile naturale»), una rete di luoghi di ristoro e pernottamento, cartine. «Il percorso, di fatto, esiste già - dicono i sostenitori - va solo perfezionato. La Grandegronda sarebbe tra i percorsi ciclabili più lunghi d’Italia. Dei 10 chilometri di percorso mancanti per il completamento del tracciato 5 si trovano nel territorio del Comune di Milano: realizzare questo tratto renderebbe la Grandegronda perfetta per la fruizione turistica e per gli spostamenti lavorativi, incrementando l’afflusso turistico delle aree interessate, migliorando la mobilità ciclabile di Milano e giovando al prestigio meneghino».