Pista cittadina ma veloce: le safety car la animeranno

Le immagini tv della pista cittadina di Valencia, soprattutto quelle aeree, sono spettacolari e mettono in crisi la storica esclusività di Montecarlo. Ma poi quando vedi girare le F1 lineari, pulite e praticamente senza sbavature, quando l’errore più spettacolare è un lungo in frenata, con tanto di rientro in pista con manovra tipo parcheggio cittadino, nascono perplessità. Confermate nelle prove ufficiali, dove nel Q2, ancora tutti senza la variabile benzina del Q3, le 15 macchine in pista erano racchiuse in meno di un secondo. Oltre 5 km di pista, un numero enorme di curve, tre frenate violentissime, punti da oltre 300 km/h e siamo in 15 dentro un secondo? C’è qualcosa che non va nelle caratteristiche di questo tracciato. In ogni caso grande Massa a trovare quei millesimi che alla fine fanno la pole position, indecifrabile Raikkonen nella sua totale mancanza di continuità e coerenza nei tempi che fa ad ogni nuova uscita in pista. La verità di che cosa significa Valencia nel contesto di questo mondiale lo sapremo dalla gara: se i tempi in prova sono quelli veri saranno solo gli “attributi” dei piloti che faranno la differenza. Ci vuole cattiveria ed aggressività in questa tipologia di pista: errori spettacolari come già detto in prova non se ne sono visti, ma in gara? La pista è tanto larga che non dà mai il senso della velocità delle macchine. Ma quando voli verso quei muretti così vicini, o esci dalla traiettoria pulita, ci si rende conto che è una pista da velocità medie spaventose per essere cittadina. I piloti lo sanno, ed in prova probabilmente hanno girato pensandoci bene, ma in gara, con l’adrenalina e l’agonismo che toglie lucidità, sono curioso di vedere se tutto sarà liscio come in prova. E l’organizzazione Valencia non ha l’esperienza di Montecarlo. Questa volta le tattiche di gara terranno conto di qualche safety car. E speriamo che ci sia il sole, perché dovesse mai piovere, elevate pure al cubo tutto quanto ho qui detto.