Pista nuova emozioni poche

Ci sono 58 giri per questo «nuovo» e inedito Gp di Turchia. Alla fine i piloti la pista la impareranno bene, e magari andranno più forte in gara che nelle prove, ma probabilmente vedremo tanti errori. Il percorso è così sicuro, che nessun errore ci ha creato qualche emozione, e così credo sia stato per gli stessi piloti. Però, quando alla fine vai a vedere lo schieramento, ti rendi conto che proprio perché è una pista sconosciuta i migliori sono stati i soliti, quelli che hanno le macchine sempre a punto, e sono invece precipitati quelli in difficoltà nel centrare assetto, aerodinamica e gomme. Ha impressionato Raikkonen per velocità e determinazione; ma l'impatto più significativo è quello della Renault. Ci sono i due piloti, secondo e terzo, divisi da 11 millesimi, pur dando l'impressione di due assetti diversi e forse due strategie di gara e benzina differenti.
Da verificare anche il significato del testa-coda di Schumacher in qualifica, dove ha sbagliato a ripetizione. Ci sarà mancanza di aderenza in casa Ferrari, ma il testa-coda nel giro secco è stato un errore del pilota, che ha frenato troppo bruscamente in inserimento di curva. Ha così caricato l'anteriore, alleggerendo le gomme dietro; la F2005 ha quasi fatto perno sull'anteriore, ed ecco la sbandata del retrotreno. È sembrato come se Schumi non avesse in mano la reattività della sua F1; in gara potrebbe venire fuori alla distanza, partendo però purtroppo dalla penultima fila. Nelle prime due ci sono due Renault e due McLaren, inseguite da Trulli e dalle due Williams. La gara si presenta bella e «classica»: e Montoya in quarta posizione ravviva le speranze di sorpassi. Che sia la volta buona che un nuovo autodromo, pur basato sulla sicurezza totale, abbia anche indovinato lo spettacolo e le emozioni antiche della F1?