Pitone, chiffon e pizzi per capi «inaspettati»

Gaia Trussardi sceglie «falsi bianchi» e tinte pop. Collezione gitana per Mariella Burani, che dedica l’inno di Mameli ai soldati italiani

Paola Bulbarelli

da Milano

Al solo accenno dell’italico inno, la standing ovation è subito apparsa la reazione più spontanea. Per fortuna Fratelli d’Italia unisce ancora. E c’è chi l’ha cantato o chi l’ha ascoltato con una mano sul cuore. Stupisce sentirlo a una sfilata. È una musica che non ci si aspetta, ma che, anche su una passerella, racchiude tanti significati. «Ho voluto il nostro inno – ha spiegato Mariella Burani - perché sono orgogliosa dei nostri soldati e questo inno è dedicato a loro. Fanno un gran lavoro e muoiono. Se muoiono in tanti se ne parla ma se muore uno solo passa in secondo piano». E ha gli occhi lucidi mentre parla.
Certo la passione per il suo Paese la Burani l’ha sempre avuta. S’è andata anche a riprendere un marchio storico come Mila Schön, finito anni fa in mani giapponesi. Per lei è la sua moda a raccontare, una moda mediterranea che si potrebbe definire tricolore: per lo stile, le forme, i colori, i tessuti. La collezione era in tre parti: abiti scivolati, corti ma non mini, portabili sempre, con giacche un po’ bizzarre; gonnelloni gipsy (la sua passione), ricche di balze di ruches in lino e seta; pizzo a gogo. «Anche la sposa è in pizzo chiaro. Se va male il matrimonio lo tinge e ha un abito per ogni occasione». Una dritta da non sottovalutare di questi tempi, con quel che costa la moda. Un’altra donna, Gaia Trussardi, dà consigli alle donne. «Bisogna stupire». Magari con capi «inaspettati» che «bisogna avere»: abitini corti in pitone traforato e ricamato, doppio pareo da sera in chiffon di seta coperto di strass, un trench, vestiti in jersey di seta e la Loop Bag, storico secchiello di Trussardi. I colori vanno dai falsi bianchi alle tinte pop, forti e abbaglianti. Vira sul grigio, sul rosa antico e altre tonalità smorzate Gaetano Navarra, che in certi suoi pezzi arricchiti di guepière e stecche si ispira a un’epoca Edoardiana. Straordinario, come sempre, Alessandro Dell’Acqua che si butta sulle «amazzoni couture». Gli abiti, corti, giocano con i tessuti e i dettagli finiti sia sugli chiffon che sul mikado di seta e si accoppiano a giacche come cappe. La maglieria, di seta leggerissima, si drappeggia come un abito da sera. Sensualissimi gli abiti in maglia metallica con stampa animalier. Gli accessori si dimostrano all’altezza: ballerine e sandali bassi in pitone, maglia metallica e camoscio o zeppe altissime (18 centimetri) in pitone e plexiglass.
E arrivano le giovani di Just Cavalli. Roberto Cavalli si è lasciato influenzare dallo sport e dal romanticismo. Ragazzi e ragazze in passerella (disturbati dall’incursione di un gruppo di animalisti) hanno sfilato felpe spruzzate d’oro, abitini stampati, gonne a balze, costumi carioca. Un inno all’estate e alla voglia di divertirsi.