Pitt, Clooney, Johansson Sbarcano al Lido le star di Hollywood

Nuova scenografia di Ferretti con una palla che squarcia il muro Primo film Atonement di Joe Wright, Zhang Yimou guida la giuria

da Venezia

Apre la Mostra di Venezia, oggi, Espiazione di Joe Wright, ambientato nel 1935, quando, nella realtà, l’Italia entrava in Abissinia e Mario Monicelli riceveva il primo dei premi d’una carriera che continua. Titolo severo, Espiazione fa parure col tocco scenografico sul piazzale del Lido: la sfera nera che sfonda il muro dell’atrio del palazzo del cinema.
Sapendo dei progetti per un nuovo palazzo, ma ignorando i tempi della sua edificazione, un ingenuo crederebbe che si demolisca anzitempo il vecchio. Invece la sfera è solo simbolica: con un po’ di fantasia se ne deduce che, dal cinema, erompa la realtà, invece del contrario.
Ma nel felliniano film Prova d'orchestra, donde viene la sfera, essa non erompeva: irrompeva, imponendo l’ordine a orchestrali insorti contro il direttore. S’identifica con lui il direttore uscente/rientrante della Mostra? La presenza del ministro Francesco Rutelli e della moglie alla cerimonia d’inaugurazione lo conforta certo.
L’appoggio politico è determinante, a Venezia come in ogni grosso Festival. Nata nel 1932 con ambizioni da Pro loco, si sviluppò con le ambizioni di potenza dell’Italia. Un passato rimosso, che affiora dal prologo della manifestazione, il documentario Venezia 75 di Antonello Sarno.
L’arrivo dei film, degli autori e degli attori offrirà la consueta cornice che cela il soft power. Nel quale Hollywood - grazie alla concomitanza col Festival del cinema americano di Deauville - non molla Venezia; Venezia ricambia dandole tutto lo spazio economico-mediatico che può.
Come si salva l’anima estetica, cara ai cinefili? Col Leone d’oro a cinematografie minori o periferiche. Tutta di registi e presieduta dal migliore in circolazione, Zhang Yimou, la giuria di quest’anno farà altre scelte? Potrebbe.
Zhang Yimou non deve dimostrare d’amare, con la Cina, il suo cinema e poi il cinema industriale (spesso hollywoodiano) di qualità è quest’anno schierato largamente dalla Mostra fin dalle prime giornate.
A Espiazione, con Keira Knightley in passerella stasera, segue - la stampa lo vede oggi - Lust, Caution di Ang Lee (in concorso), con Tony Leung, il maggior divo cinese. Poi toccherà a Kantoku Banzai! di e con Takeshi Kitano (fuori concorso), domani; a Sleuth di Kenneth Branagh, che verrà coi due interpreti, Michael Caine e Jude Law; Michael Clayton di Tony Gilroy, con George Clooney; e Redacted di Brian De Palma (tutti in concorso) dopodomani; a In the Valley of Elah di Paul Haggis, con Tommy Lee Jones e Charlize Theron (in concorso), e Cassandra's Dream di Woody Allen, con Colin Farrell e Ewan McGregor (fuori concorso), venerdì; a The Assassination of Jesse James di Andrew Dominik, con Brad Pitt, e a Darjelling Limited di Wes Anderson, con Owen Wilson (entrambi in concorso) domenica; a The Hunting Party di Richard Shepard (fuori concorso) lunedì. Tra le dive più attese Scarlett Johansson, protagonista di Diario di una tata (fuori concorso) di Robert Pulcini e Shari Springer Bergman.
I film americani di Gilroy, De Palma e Haggis sono anche film politici, che potrebbero trovare d’accordo vari giurati: ai festival infatti si premiano quasi sempre le tesi (sceneggiature) rispetto alle realizzazioni (regie) delle medesime; più i personaggi che gli interpreti.
In concorso tre film italiani: Nessuna qualità agli eroi di Paolo Franchi, dopodomani; Il dolce e l'amaro di Andrea Porporati, martedì; L'ora di punta di Vincenzo Marra, giovedì 6. Non paiono del genere «due stanze e cucina», cui - restando nella metafora - acqua, luce e gas sono stati a lungo donati dalla Mostra... Forse fra loro c’è un film degno di quello di Paolo Sorrentino, L'uomo in più, che proprio la Mostra tenne a battesimo, prima di farselo soffiare da Cannes.