Pittaluga ha «tradito» meno di Fini

Egregio direttore, me ne stavo tranquillamente appollaiato sull’Olimpo scorrendo le pagine de il Giornale allorché mi ha colpito, devastante come le folgori che qui sono di casa, la sapida lettera del signor Romanengo.
Se possedessi la sua capacità di ironizzare su nomi e cognomi me la potrei cavare con una semplice battuta, tipo «Toh, un altro cioccolataio». Così, però, renderei meschina bega epistolare quella che può invece diventare un interessante scambio di opinioni, considerato che la polemica coinvolge anche altre persone, una delle quali addirittura sospettata di aver svolto in passato la invereconda attività di «venditore di lingerie» (sarà bene precisare, per chi non conoscesse il francese, che non è una parola sporca e non ha relazione alcuna con la droga: si tratta solo di biancheria). Verrebbe da pensare, dal modo con il quale il Felice formula tale sospetto, che in An, dopo il lavacro lustrale di Fiuggi e dopo aver buttato alle ortiche le istanze sociali del vecchio Msi, siano ritenute degne di rispetto soltanto le professioni da Imprenditore in su!
Ma torniamo al buon Felice che mi accusa di aver scritto che il presidente genovese di An, presentando come successi risultati ottenuti con dati non omogenei, ha ciurlato nel manico. Cominciamo col precisare che «ciurlare nel manico» non è espressione mia ma del signor Romanengo, il quale predilige probabilmente le «tinte» forti («sputasentenze», «mentalità tipica del provinciale»); io mi sono limitato a far notare che il signor Barbagallo aveva adottato lo stesso escamotage che, se utilizzato dagli avversari politici, suscita veementi proteste e accuse di scorrettezza. A questo proposito debbo aggiungere che il buon Felice, dopo avermi «accontentato» fornendomi i dati corretti (Provincia di Genova - Politiche 2001-2006 più 1.6%) senza risparmiarsi una caustica battuta sulle vette fra le quali mi aggiro, la cui altezza mi impedirebbe di percepire l’entità del successo, cosa fa? Glissa elegantemente, anzi, felicemente, sul motivo che lo ha indotto a scendere bellicosamente in campo: l’escamotage, o «ciurlamento» come dice lui, c’è stato o no? Accade, quando «se ne leggono quattro e si risponde con una», che qualche particolare sfugga!
Il caso del professor Pittaluga, lo confesso, non mi interessa eccessivamente: noto comunque che ha cambiato campo senza sentire la necessità, per accreditarsi come alleato, di rinnegare le sue idee liberaldemocratiche. Probabilmente sa pure lui che da quella parte non riuscirà mai a realizzarle! Altri, lo ripeto, hanno fatto di peggio, buttando nella pattumiera del «Male assoluto» anche i commilitoni di suo padre.