Pitti dà ancora i numeri per battere crisi e primati

È il Pitti più difficile di sempre, quello che comincia the day after il pagamento dell'Imu, con un caldo africano scoppiato all'improvviso e un magone da non dirsi per i molti addetti ai lavori della moda travolti dalla crisi, dal terremoto che ha colpito l'Emilia Romagna oppure dall'incertezza politica ed economica in cui si dibatte questo nostro Bel Paese. Ciò nonostante l'edizione numero 82 della più importante rassegna al mondo della moda maschile apre i battenti con numeri da capogiro: 1053 per uomo alla Fortezza da Basso e 70 collezioni donna alla Dogana, dove si svolge Pitti W che è la costola femminile del salone. Si prevedono come sempre frotte di visitatori tra cui moltissimi buyer (un anno fa su 32 mila persone, 20 mila erano compratori, molti dei quali stranieri) che sono il vero punto di forza del Pitti. Certo gli organizzatori fanno sforzi titanici per travestire di poesia quella che è e deve rimanere una gioiosa macchina da guerra commerciale. Così non si contano le iniziative collaterali che in teoria aggiungono pepe culturale alla manifestazione, ma che in pratica rendono difficile se non impossibile il doveroso giro tra gli stand. Visti i tempi sarebbe forse il caso di dare retta al pragmatismo di Gabrielle Chanel in arte Coco che diceva «La moda non è arte, deve morire e morire presto perché viva il commercio». Ma certo è molto più fascinoso e divertente tutto il resto anche perché la città offre location veramente straordinarie.
Una per tutte è la cavea del nuovo teatro dell'Opera utilizzata per la quinta edizione di Firenze4ever, il festival dei blogger organizzato da Andrea e Luisa Panconesi del celeberrimo concept store LuisaviaRoma. Non siamo del tutto sicuri che l'entusiasmo dimostrato per questi nuovi protagonisti della comunicazione-moda sia ben riposto (molti si sono già stufati delle bizze dei blogger, ma questo è un dettaglio e poi non si può far finta di nulla davanti al nuovo) comunque in questa occasione domenica 17 c'è stato il lancio della collezione uomo di un mostro sacro come Karl Lagerfeld. Sul fronte location, comunque, nessuno può battere Stefano Ricci con la sua fantasmagorica sfilata di ieri sera nella Galleria degli Uffizi. In contemporanea con lo show seguito da cena di gala per celebrare i 40 anni di successi dello stilista fiorentino, c'è stata la presentazione dell'orologio Radiomir 1940 di Officine Panerai all'Istituto di Scienze Militari Aereonautiche.
A questo punto siamo nel vivo del Pitti e fa piacere notare che tra arrivi e partenze ci sono anche prestigiosi ritorni come Valentino che dopo il meritato successo della sfilata di gennaio, sfilerà nuovamente sulle rive dell'Arno (per la precisione nei fantasmagorici spazi dei Giardini di Boboli) alle 19 di mercoledì 20. Sempre domani ma grazie al cielo in giornata, sfila sulle rive dell'Arno anche Alexis Mabille, mentre a tarda sera Peter Pilotto, talentuoso guest designer di Pitti W, presenterà la precollezione donna con un'artistica installazione a Palazzo Borghese. Da non perdere stasera i vernissage inaugurali di due mostre dal respiro internazionale: una sui 30 anni di Stone Island alla Stazione Leopolda e l'altra dedicata a Marylin Monroe nel Museo Ferragamo di via dei Tornabuoni. Poi c'è Carven che già ci ha stufato con la storia della location top secret per l'evento di giovedì sera. Inutile dire che pranzi e cene si sprecano, ma dovendone scegliere una sola ci sembra davvero imperdibile quella per festeggiare Cucinelli e i suoi recenti successi borsistici. Certo di tempo per mangiare ce n'è veramente poco anche se il tema del salone sarebbe WonderFood Pitti, un tributo all'importanza culturale del cibo. In quest'ottica gli organizzatori hanno promosso una curiosa «sfilata» di 30 spaventapasseri-manichini vestiti da altrettanti stilisti ed espositori posizionati nel bellissimo orto con vere e proprie geometrie di frutta e verdura di stagione allestito nel grande piazzale della Fortezza. Curato da Oliviero Baldini, il progetto ci riporta in zona stand dove si possono trovare allestimenti straordinari come quello dello storico brand inglese Ben Sherman che nei fascinosi spazi della cosiddetta Cannoniera ha ricostruito un angolo di Savile Row, la via londinese delle sartorie maschili. Ci saranno i sarti che tagliano e cuciono i pantaloni in diretta, i camerieri che servono per tutto il giorno il tea di una compagnia che lo distribuisce a Londra dal 1888 e verso sera il gin tonic preparato secondo la ricetta originale britannica. Il tutto con una colonna sonora eseguita dal vivo da Jamie G. per presentare EC1, una linea di calzoni modello chinos con cinque diverse vestibilità e tagli sartoriali anche se ispirati alle tute da lavoro. Forse la strada giusta è questa: fare cose straordinarie al salone e non compilare calendari umanamente impossibili.