Pittin apripista dei fondisti azzurri a caccia di gloria

Via con le due gare più attese: Follis, Di Centa e Piller puntano sulla tecnica libera. Per imitare il combinatista.
Se la temperatura scende, pista perfetta per i nostri. A Casa Italia ottimismo e convinzione

Whistler Mountain - A loro del tempo importa poco. Neve fresca, molle, dura, bagnata, secca... cosa cambia? Loro hanno la certezza che le gare si faranno in ogni caso, un bel vantaggio. Poi, se vogliamo parlare di preferenze, il discorso cambia. Ma a sentirli uno a uno, schierati sul palco della Casa Italia di Whistler adibita a sala conferenze, sembrano tranquilli. E convinti. Anzi, dopo il bronzo conquistato ieri da Alessandro Pittin nella combinata nordica, i fondisti azzurri ci credono ancora di più. L’impresa del piccolo friulano di Tolmezzo, che dopo il 6° posto nel salto, ha saputo risalire fino al bronzo proprio nella gara di fondo, ha dato la carica al gruppo che comincia oggi l’avventura olimpica con due gare che per noi sono le più attese. Dieci chilometri femminile per Arianna Follis (e con lei in pista Longa, Valbusa e la giovane e brillante Rupil); 15 km maschile per Di Centa e Piller Cottrer, con cui ci saranno anche Checchi e Moriggl. Gare a cronometro e non in linea, gare a tecnica libera, la più amata, la stessa che ha fatto volare ieri Pittin nell’inseguimento.

Il buon umore regna sovrano alla vigilia, la doppietta Di Centa-Piller Cottrer e i buoni risultati di tutto il gruppo nell’ultimo test di Canmore dieci giorni fa hanno risollevato il morale, fatto capire che la forma migliore è arrivata al momento giusto. Poi, oggi, sarà la pista a parlare. Pista non troppo impegnativa quindi non ideale per i nostri faticatori, ma in compenso potrebbero essere le condizioni della neve ad essere con loro. Se arriva il freddo annunciato il manto si indurirà, cosa perfetta per Piller Cottrer, il migliore tecnicamente. Di Centa spera solo che non ci sia umido, con la sua asma avrebbe problemi respiratori e ci si chiede come faccia ad essere ancora vivo vista l’aria da piscina che aleggia da una settimana.

Gabriella Paruzzi, che dopo cinque Olimpiadi da atleta pluridecorata siede per la prima volta dall'altra parte della barricata, chiede ad Arianna Follis se le condizioni meteo mettano in agitazione il marito Alessandro, skiman. «Non è che di notte ti sveglia per chiederti di guardare se fuori piove?» scherza. «No, no, per ora è tranquillo, sicuro di quel che deve fare». Per Arianna la seconda Olimpiade potrebbe essere quella della consacrazione, quattro anni fa a Torino, dove vinse il bronzo in staffetta, era una donna poco sicura di sé, «una pedina minore» come dice lei. Ora è la nostra carta migliore e oggi partirà con la convinzione di poter puntare alla medaglia. «La neve bagnata a me piace» butta lì timida, mentre gli altri parlano dell’esperienza al villaggio olimpico, una novità assoluta per Pietro Piller Cottrer, alla quarta esperienza di Giochi: «Un gran casino sto villaggio, avrei preferito la solita casetta tranquilla tutta per noi, siamo lontano dalle piste, ci abbiamo messo un'ora per arrivarci col traffico che c'è. E poi nelle camere non abbiamo la tv, come possiamo vivere l'Olimpiade in questo modo?». Giorgio Di Centa conferma, aggiungendo di non apprezzare l'assenza di wireless nelle stanze, «per collegarci al pc dobbiamo andare nelle sale comuni, scomodo. Ma l'esperienza villaggio andava fatta, è bello vivere a contatto con altri atleti, solo i servizi non sono il massimo, dobbiamo dividere un bagno in sei...». Lo dice rassegnato, senza voler polemizzare, e non c’è da stupirsi, i fondisti sono fatti così, campioni anche nell'adattarsi a tutto. E allora speriamo che oggi riescano davvero ad adattarsi alla neve che si troveranno sotto gli sci... fresca, molle, dura, bagnata, secca, chissà. Pietro Piller: «Dobbiamo solo sperare in una gara regolare, la partenza a cronometro uno alla volta è per me un vantaggio in quanto non ci saranno arrivi in volata, d'altra parte potrebbe anche portare ad avere condizioni diverse uno dall'altro. Ecco, questo rovinerebbe tutto». Morale: speriamo anche e soprattutto nella fortuna. Sull'impegno dei nostri nessun dubbio: daranno il massimo, anzi di più.