La pittrice Nikolic: «Così si può fare cultura a Milano»

Via Sant’Andrea 10/A: nel cuore di Milano l'arte riceve l'attualità. L'Associazione Artereale (artereale@artereale.it, tel. 02/91700117) ha cominciato un ciclo di incontri pubblici: dopo quello fra Andrea Nicastro, Alberto Pasolini Zanelli, Tomaso Staiti e l'ambasciatore serbo Darko Tanaskovic, sulla crisi del Kosovo, sul punto di proclamare un'indipendenza unilaterale, sul punto di divampare ancora, domani alle 18,30 si dibatterà di costume. «Donna, amante, dea. Splendori e miserie nel mondo della moda milanese» è il titolo del convegno condotto da Maurizio Cabona, cui partecipano l'ex modella - ora fa il vigile - Barbara Marugo, autrice di Guardami negli occhi (Rizzoli), la storica del cinema Cinzia Romani, firma del Giornale; Jean Toschi Marazzani Visconti, saggista, e l'ex modella Dragana Kunjadic Capasa. Ne parliamo con la pittrice Svetlana Nikolic, che promuove l'iniziativa, seconda di una serie che proseguirà lungo il 2008 con altri convegni (tra quelli previsti, «Il “giallo” in Italia», «Il movimento delle idee in Francia».
Lei ha nella sede di Artereale una mostra permanente. Ora ne fa anche un centro di dibattito...
«Mi piace circondarmi di gente pensante. Confronto e dibattito alimentano l'ispirazione artistica».
La solitudine - magari esotica - non la tenta?
«Isolarsi favorirà pure alte espressioni, ma l'artista deve partecipare ai drammi, alle grandi differenze, imprimendo realtà e attualità nella sua opera. L'associazione Artereale è nata così».
Con l'intento di...
«Ospitare altri pittori, ma anche poeti e letterati - già tipici della cultura a Milano - trovano spazio: ogni mese ci sono dibattiti, letture di poesie del premio Streghetta».
Nel centro di Milano, l'attualità politica e culturale trova poca attenzione e per lo più orientata in senso progressista. Come spiega l'altrui «distrazione»?
«Con la convinzione che tutto debba essere prontamente redditizio. Ma la cultura è investimento a lungo termine. Il pubblico è attonito: bombardato mediaticamente, ha creduto che gli si dicesse davvero tutto. E' a chi non ha più queste illusioni che ci rivolgiamo».
La democrazia rappresentativa mostra i suoi limiti...
«Indifferenza e superficialità determinano un voto irresponsabile tanto è inconsapevole delle vere poste in gioco».
Tornare alla democrazia partecipativa fra i quadri. È la Parigi di ieri o la Milano di oggi?
«È la Milano di domani, che non vive solo di speranze (l'Expo) e ricordi: Marinetti, il settimanale Candido, il ristorante "Da Giulio", Testori...».
Il mondo della moda, il “giallo”, la politica in Francia: sono temi svolti da ambasciatori, giornalisti, scrittori: varie élite s'incrociano. Lei non mancherà di sponsores...
«I tempi del mecenatismo sono finiti: addio Sforza, addio Visconti. Si finanzia solo il redditizio a novanta giorni. Ma prima o poi i vuoti si riempiono. Grandi aziende e banche tornano a promuovere azioni sociali e culturali. Maturano nuovi tempi. E anche questo è un dibattito che ospiteremo».