Pittura contemporanea italiana, collettiva per i 40 anni dello Iulm

Hanno imparato l'arte, ma non per metterla da parte. Non hanno perso tempo i corsisti del primo master firmato da Marco Goldin che lo scorso anno ha «laureato» un pugno di studenti all'Università Iulm come curatori di mostre. Per premiare il loro impegno l'ateneo, nel quarantesimo di fondazione, gli ha regalato uno spazio. Loro, dopo un anno vissuto sui libri e a spasso per Europa e America, a studiare la lezione di grandi musei, hanno messo in pratica il primo insegnamento dell'ateneo: «Sapere, saper essere e saper fare» e hanno selezionato una quarantina di opere di una decina di pittori attivi negli ultimi quattro decenni, dando vita alla mostra: «Arte in Italia, 1968-2008», allestita appunto nella sede dello Iulm in via Carlo Bo, fino al 19 dicembre (ingresso libero). Valerio Adami, Attilio Forgioli, Carlo Guarienti, Claudio Olivieri, Mario Raciti, Piero Ruggeri, Franco Sarnari, Ruggero Savinio, Guido Strazza e Piero Guccione anche se solo in catalogo. «Il patrimonio artistico non è un'entità avulsa dallo scorrere del tempo - spiega il rettore Giovanni Puglisi - e questa mostra lo prova». Il risultato è una collettiva di artisti che raramente si sono visti insieme: i segni o la kandiskiana di Guido Strazza trovano posto accanto agli oli su tela di Olivieri e agli spiritelli in gabbia di Raciti. Di Ruggeri ecco invece ricongiunti qui Uomo e Napoleone, un olio di cui si erano perse le tracce. Di Savinio, nipote di De Chirico, c'è anche il celebre sogno.