Pittura risorgimentale e Ottocento lombardo alla Provincia

Grazie ai dipinti e alle testimonianze storiche di grande pregio, la Provincia di Milano ha voluto con la mostra «Rose d’Italia: il risorgimento invisibile lombardo», continuare il filo rosso che in occasione dei 150 dell’Unità d’Italia che le amministrazioni e il Ministero per i Beni Culturali hanno voluto continuare a promuovere in varie sedi e sotto diverse sfumature.

Con la mostra curata da Ornella Buongiorni allo Spazio Oberdan di via Vittorio Veneto 2 (aperta fino a fine mese con ingresso libero), si è voluto ricordare il ruolo delle donne nel Risorgimento in un percorso che rende visibili i momenti più significativi, della loro, vita, delle battaglie e degli ambienti in cui viveno: speranze, passioni e idee di grande figure patriottiche italiane.

L’impegno delle delle donne nel progesso unitario, come sottolinea Novo Umberto Maerna, vice presidente della Provincia e Assessore alla Cultura, «Usi, costumi, eredità ed esperienze, principi religiosi e civici, convinzioni, hanno sostanziato e permeato la Nazione Italiana nei secoli sfociando nel processo risorgimentale eunitario, fatto rivivere grazie anche a questa mostra che da spazio e fa conoscere al pubblico, attraverso immagini, cultura e video, i protagonisti che hanno dato forma e sentimento alla nostra storia, in particolare lombarda». Basta citare i nomi di Cristina Trivulzio di Belgiojoso, Teresa Casati Confalonieri, Bianca Milesi, Giuditta Sidoli, Luisa Sassi Battistoni, Luisa Solera Mantegazza, Clara Maffei (la contessa nota per il suo salotto intellettuale e politico), Adelaido Bono Cairoli, hanno tenuto accesi i riflettori su un’epoca, eppure il ruolo delle donne uccise e imprigionate è stato notevole.

Donne generose pur nella diversità dei ruoli sociali che con «La bella Gigogin», il canto che accompagnava chi andava a combattere, in nome della storia della bella orfanella fu tessuto in nome dell’unità d’Italia da queste combattenti tenute in sordina. «Mancante a scuola» di Angelo Trizzini, «Episodio di Visconti» di Napoleone Mellini, «Dallo scoglio di Quarto» di Luigi Conconi, «Per Milite ignoto» di Lazzaro Pasini e un arazzo dal titolo «Carlo Alberto Re di Sardegna firma lo statuto», (era il 4 marzo 1848) della seconda metà del 1800, solo per citarne alcuni, testimoniano l’impegno delle donne in politica. Un incontro a Palazzo Isimbardi condotto da Nicoletta Colombo dal titolo «pittura Risorgimentale e ‘800 lombardo in provincia» con l’intervento di Roberto Ferrari (AREF), hanno messo in luce nuovi aspetti della vicenda. Tre sono i quadri che sono stati presi ad esempio: «Ponte di Porta Vergellina» (anonimo), «Mercante a scuola» di Trizzini e «Paesaggio Alpino» di Ferrari. La mostra «1861. I pittori del Risorgimento» prosegue anche a Roma alle Scuderie del Quirinale fino al 16 gennaio con opere che vanno da Induno a Hayez.