Pizza, il grande accusatore smentito in ogni inchiesta

Per Woodcock è credibile. Racconta: «L’erede Savoia viene usato per le transazioni più delicate»

nostro inviato a Potenza

Il Grande accusatore del Principe se ne sta in cella e spera di uscire presto. Studia le prossime mosse, dopo aver già firmato da pentito 395 pagine di verbali. Due interrogatori con il Pm John Woodcock che ha ritenuto fondamentale ascoltarlo per oltre 12 ore. Si chiama Massimo Pizza, ufficialmente è un consulente aziendale. Cosa faccia però non è chiaro. Non possiede case, auto o carte di credito ma ha un tenore di vita invidiabile. Per gli inquirenti spende negli acquisti quotidiani 90mila euro al mese, insieme a moglie e cognata. Si spaccia per 007 ma i servizi lo hanno smentito a Woodcock e per l'accusa imbastisce truffe tra l'Italia e la Somalia. Spreme soldi a cordate di imprenditori lucani promettendo appalti. E dice che deve pagare tangenti in Paesi sotto embargo per poi intascarle direttamente. Pizza vive così nelle zona grigia del sistema, il suo autista è un agente della polizia, il suo braccio destro un ex sottufficiale del Sisde. A Woodcock commenta la morte di Emanuela Orlandi, la scomparsa di Ilaria Alpi fino alla mafia del Brenta e si impettisce sostenendo di aver collaborato con il Pm Ingroia nella caccia a Nitto Santapaola. Vero, falso? Woodcock sembra dargli credito quando lo ascolta ad aprile, secreta il verbale, si confronta, ascolta le dritte per incastrare gli indagati. Con inedite accuse a Vittorio Emanuele. Ecco uno stralcio del verbale:
Pizza (P.): «I Savoia... l'ex re si occupa di queste cose… fanno affari con le armi da sempre. È un fatto risaputo».
Woodcock (W.): «Li facevano anche credo... ».
P.: «Li facevano, sono quelli che hanno per la prima volta venduto gli elicotteri Agusta all'Iran. Stiamo parlando del 1973, '74, '75». W.: «E glieli ha venduti Agusta tramite, diciamo... ».
P.: «È normale, però lui si è pigliato pure all'epoca… 100, 15, 16, 17, 18, 27, 93 miliardi di provvigioni. Le provvigioni in questo campo sono mostruose, mica 100mila euro».
W.: «Come con gli Hercules, voglio dire».
P.: «Come la Loockeed famosa, di vecchia memoria... ».
W.: «Eh dico Vittorio Emanuele viene individuato perché... come soggetto... ».
P.: «Vittorio Emanuele a parte la mattina, poche ore, secondo me, dopo non è in grado di connettere. Però chi gira intorno a Vittorio Emanuele? Eh, girano personaggi importanti, politici italiani, monsignori... ».
W.: «Lui viene probabilmente individuato come soggetto capace, in quanto ex regnante, di intraprendere e intrattenere rapporti con capi di Stato, perché Agusta va da Vittorio Emanuele e dice "fammi vendere"... ».
P.: «Una cosa è che la transazione la fa Massimo Pizza, una cosa Vittorio Emanuele. Se va Pizza dentro una banca dopo 10 minuti mi trovo dietro la polizia, se va lui invece a fare la transazione, stia tranquillo nessuna polizia ci va».
W.: «Ma la transazione limpida, lineare?».
P.: «Ma quale limpida! Se lo deve dimenticare niente di limpido, (ci sono state, nda) varie transazioni... ».
W.: «Ha fatto l'esempio della transazione con gli elicotteri, uno non può vendere gli elicotteri all'Iran?».
P.: «E provi a venderli, giudice, l'Iran è sottoposta a embargo militare. Non si può vendere tecnologia. Tutti quanti i Paesi che sono sottoposti ad embargo si prestano a questa caccia di briganti, mentre loro ti pagano con soldi verissimi, ci sono decine di aziende pronte a violare gli embarghi... ».
W. «E il Savoia invece di fare l'ex re... ».
P. «Fa l'ex re e si occupa di queste cose. Una volta che trovi il suo intermediario finanziario riesci a ricostruire qual è la catena delle banche, (...) una serie di società di copertura».