Pizza alla mafiosa con crauti a piacere

«Madonna mafiosa». Questo libro doveva iniziare così. «Perché la Madonna è una madre - spiega Roberto Giardina, giornalista e autore di Pizza con crauti (Colorado Noir) - e tutte le madri sono mafiose perché proteggono i figli. Ma mi hanno fatto notare che assomigliava troppo a una bestemmia, e così ho tolto l’aggettivo». Ma di mafia, tra Berlino e Palermo, in questo giallo si parla eccome. Niente di più attuale, visto che è uscito nei giorni della cattura di Bernardo Provenzano. Qui però il padrino è a piede libero: tanto da venire in Germania ad incaricare un compaesano «che conosce tutti» di cercare la figlia scappata di casa. Possibile? «Don Carmelo Laganà è sì un capomafia, ma anche una vittima - risponde Giardina -. Soprattutto perché è rimasto un parvenu, uno che non viene accettato neanche dalla Famiglia».
Il suo antagonista, Federico re delle Due Sicilie (inteso come ristorante), invece è amatissimo: dai suoi, e anche dai tedeschi. Addirittura ne sposa una, per di più una pastora evangelica. Inevitabile il sospetto di autobiografia, dato che Giardina, oltre che italiano felicemente trapiantato in Germania, è autore dell’unica Guida per amare i tedeschi. «Veramente mia moglie è romana. E io ho vissuto in Sicilia solo fino a 13 anni. Ma ho cominciato a lavorare alla Stampa di Torino e in città si leggeva ancora sugli annunci immobiliari “Non affittiamo a meridionali”. Quando sono arrivato ad Amburgo, proprio come Federico, ho trovato invece una città di mare, come Palermo. E un Paese dove mi sono sentito subito a casa».
Si suppone quindi che il noir avrà molti lettori in Germania. «Ai tedeschi piacciono i gialli, specialmente quelli esotici, quindi italiani. Cammilleri è tradotto e apprezzato. Ma si divorano anche la Venezia di cartapesta raccontata dalla connazionale Donna Leon». E anche a lui, siciliano, avranno pur chiesto della mafia. «Sempre me lo chiedevano. E io scherzavo: non sono riuscito a farmi ammettere nel club, dicevo. Ma loro non capivano la battuta, così ho smesso di farla, e mi sono messo invece a raccontare. Ed è nato questo giallo italo-tedesco, assolutamente realistico».
Leonardo Sciascia scriveva nel Giorno della civetta: «Forse tutta l’Italia va diventando Sicilia». Che cosa ne pensa l’autore? Risponde con una frase ancora più celebre: «Tutto deve cambiare perché tutto rimanga come è», comunemente interpretato come il manifesto dell’abulia siciliana. «Per me invece - dichiara Giardini - Tomasi di Lampedusa voleva dire che bisogna agire, indipendentemente dal risultato. E questo in Italia è difficile, perché c’è l’ossessione degli schieramenti: ma non impossibile. Anche se, da buon mediterraneo, non credo alle rivoluzioni. Ma alla verità sì».