Dalla pizza alla porchetta lo «street food» de noantri

Lo street food è, come accade spesso, un’etichetta «glamour» applicata a qualcosa di antico come l’uomo. In questo caso è il cibo da strada, quello che viene acquistato e consumato sul posto, seduti dove capita o in piedi o addirittura camminando. Una tradizione che ha ottimi esempi anche nel Lazio: dal panino con la porchetta alla grattachecca, dalla pizza bianca ai supplì. A mettere un po’ d’ordine in questo mare magnum di prodotti e ricette ci ha pensato il giornalista Luigi Iovino, che ha dato alle stampe «Il Gusto Viandante» (Il libri di Palatium, 176 pagine, euro 15), un viaggio nel cibo da strada della nostra regione. Il volume è suddiviso in capitoli che approfondiscono ognuno una tipologia di street food de noantri: dai prodotti di campagna (porchetta, coppiette, lumache) a quelli di montagna (marzolina, salsicce, castagne), da quelli di città (grattachecca, gelato, maritozzi, cocomeri eccetera) a quelli del mare (cozze, fritture di pesce), per finire con le corpose sezioni dedicate ai fritti (supplì, filetti di baccalà, fiori di zucca, crocchette, carciofi e via friggendo), ai prodotti da forno (ciambelle e biscotti di ogni foggia) e all’universo della pizza. Una piccola enciclopedia di un’alimentazione che è davvero di tutti i giorni, accompagnata anche da un piccola galleria di immagini.