Pizzetti e Pellegrini, trionfo della fatica

Sorride l’Italia del mezzofondo. Sorride per il bronzo di Samuel Pizzetti nei 1500 stile, sorride per il discreto esordio di Federica Pellegrini negli 800, distanza inedita per la campionessa olimpica, chiusa con il quinto posto generale a quattro secondi dall’irlandese Murphy ma con il miglior tempo nella propria batteria. E in attesa della finale di oggi pomeriggio (la Pellegrini scenderà in acqua alle 17), ieri è arrivata la seconda medaglia azzurra dalla vasca per merito di Samuel Pizzetti, lodigiano di Codogno, 23 anni, bronzo nella gara vinta dal francese Rouault e dominata per oltre 1200 metri dalla fuga di Pal Joensen, il nome che non ti aspetti, atleta delle Far Oer che ha dettato il ritmo fin dalle prime vasche, costringendo Pizzetti e Rouault a un forcing per cercare di ridurre il distacco che ai 700 metri aveva sfiorato la quota dei tre secondi: il francese è riuscito a mettere il turbo nelle ultime tre vasche e ad andarsi a prendere l’oro, mentre l’azzurro, stremato da una gara di rincorsa, non è riuscito a trovare lo spunto per arrivare a un metallo più pregiato. Resta però l’ottimo tempo segnato dall’azzurro (14'59"76), abbattuta la barriera dei 15 minuti, 20 secondi in meno del crono fatto registrare ai mondiali di Roma di un anno fa, prestazione che in prospettiva Londra 2012 fa ben sperare. «Puntavo a fare una gara di testa fino agli 800 e poi provare ad allungare - dirà Pizzetti a fine gara - però la partenza sprint di Joensen mi ha spiazzato: ho dato tutto per recuperare il distacco, lo vedevo lì davanti ma è sempre rimasto imprendibile. Magari questa era l’occasione per vincere l’oro ma ho dato tutto, quindi non ho nulla da rimproverarmi. È una splendida medaglia, il livello cresce e in vista di Londra è un ottimo punto di partenza».
Oggi pomeriggio, invece, dopo la finale degli 800, Federica Pellegrini conoscerà meglio quale sarà il suo futuro: il programma di maturazione leggendaria, che aveva pianificato con il compianto ct Alberto Castagnetti, prevede un ventaglio di gare a stile libero, dai 100 agli 800, per tentare un clamoroso poker a Londra 2012. «Sto facendo gli 800 stile per divertimento, mi aspetterei un bronzo. Non è ancora la mia gara, speriamo possa diventarla. Voglio avere pazienza, un passo alla volta. Questo risultato di mattina è buono», spiega Federica commentando il crono di 8’32”94. «Ho fatto un po’ fatica a fare questo tempo, anche se ormai non guardo più i risultati della mattina. D'altronde, anche alle Olimpiadi di Pechino c’era una grande differenza rispetto al pomeriggio. In finale, non so: potrei arrivare anche ottava, quinta... Mancano ancora due anni a Londra, è difficile fare 4 gare in una manifestazione. Quest'anno abbiamo aggiunto gli 800 metri, l'anno prossimo mettiamo dentro i 100 e poi vediamo cosa portare alle Olimpiadi».
Oltre a Federica Pellegrini, altri quattro italiani in finale questo pomeriggio: Francesca Segat nei 200 misti con il settimo tempo di qualificazione, Edoardo Giorgetti nei 200 rana (quarto), Niccolò Beni nei 200 farfalla (primo in semifinale, sesto tempo generale) e Stefano Pizzamiglio nei 50 dorso, qualificatosi con l’ottavo tempo per un solo centesimo.
Intanto la nuova era del dopo-supercostumi continua - come ampiamente previsto - a non regalare record. Un caso esemplare? Quello del tedesco Paul Biedermann. L’anno scorso a Roma, grazie ai costumi sintetici fece segnare il record mondiale dei 200 stile in 1’42”00. Ieri ha vinto l’oro nuotando 4 secondi più lento. Un bell’aiuto, no? Aiuto che non serve invece al francese Camille Lacourt, fantastico 24”30 nella semifinale dei 50 dorso a tre decimi dal primato mondiale. Dopo il record europeo dell’altro ieri nei 100 dorso e le prestazioni super di Yannick Agnel, la Francia ha trovato due nuovi campioni.