Pizzo in corsia, condannati 3 economi

Con tre condanne e altrettante assoluzioni si è concluso davanti alla decima sezione del Tribunale penale, il processo per le tangenti circolate sul fronte della sanità per forniture a diversi ospedali ,tra cui l’Istituto di Perfezionamento Clinico, l’Ospedale di Melegnano e il Sant’Anna di Como.
L’inchiesta era nata nel dicembre del 2001 quando un piccolo imprenditore del settore pulizie denunciò la sua esclusione dagli appalti per non essersi piegato al ricatto di alcuni funzionari pubblici. Scattò l’inchiesta della Guardia di Finanza che evidenziò come qualsiasi fornitura ospedaliera fosse sottoposta al pagamento di tangenti.
In particolare i finanzieri, coordinati dal pm Francesco Prete, scoprirono mazzette su tessuti speciali per ospedali, prodotti per le pulizie, tende e materassi, smaltimento rifiuti, distributori di bibite, manutenzione di macchine da scrivere, ristorazione e tipografia.
Nell’ottobre del 2002 finirono in manette provveditori ed economi degli Ipc, Buzzi, Cto e Mangiagalli, insieme a cinque dirigenti della Pellegrini, importante società nel campo della ristorazione, Ilat, lavanderie, e Dac, alimentari. Tutti i manager ammisero i fatti, lamentando però di essere stati vittima di ricatti. L’inchiesta successivamente si allargò agli ospedali di Garbagnate, Melegnano, Como e Cremona, con nuovi arresti eccellenti tra i vertici della sanità lombarda e altri 11 imprenditori indagati.
E ieri dopo un dibattimento durato diversi mesi, il collegio giudicante presieduto da Pietro Caccialanza ha dichiarato la responsabilità in ordine ad alcuni episodi di corruzione per Michele Salvaggio, Mauro Lovisari e Franco Sales, condannandoli rispettivamente a 3 anni e 2 mesi di reclusione, 2 anni e 8 mesi e 11 mesi. È stata invece disposta l'assoluzione per Stefano Fabris, Luigi Rossetti e Francesco Pezzimonti: i primi due perché il fatto non sussiste, il terzo perché il fatto attribuito non è previsto come reato.
I tre condannati dovranno risarcire il danno alla Regione Lombardia, all’Azienda ospedaliera di Milano e all’Ospedale Sant’Anna di Como, costituitisi parte civile, in misura da stabilirsi attraverso un separato giudizio civile. E stata disposta anche l'incapacità temporanea dei condannati a trattare con la pubblica amministrazione.