Pizzonia: veni, vidi e arrivai almeno a punti

9 Alonso, Fisichella e la Renault – Lo spagnolo, l’italiano e tutto il team mancano il dieci con lode e bacio in fronte solo perché non hanno vinto il Gp: per il resto, sono stati perfetti.
7 Pizzonia, Webber e la Williams – Pagella alta per l’ex top team, ma è solo merito del collaudatore: il brasiliano Antonio Pizzonia. Andare a punti, settimo, dopo un anno che non correva e tirato giù dal letto sabato mattina perché il pilota titolare, Heidfeld, aveva mal di testa, è impresa non indifferente. A Webber un plauso per aver scaldato i box e il pubblico con il siparietto del duello inutile con Sato uscendo dai box l’uno accanto all’altro.
7 Trulli, Schumi jr e la Toyota – Jarno quinto, Ralf sesto. Due Toyota al traguardo e una certezza: se il team non migliora entro l’inverno, l’italiano potrebbe lasciarlo a fine 2006. «È normale, mi dovrò guardare intorno se non dovesse progredire… adesso è troppo che non cresciamo… E dire che eravamo partiti così bene…».
7 . Button, Sato e le Bar – Un punto per il play-boy inglese, sedicesimo posto per il kamikaze giapponese. Il team britannico è comunque soddisfatto: un punto fa curriculum e bilancio e il giapponese non ha fracassato la macchina. Anche questo fa bilancio.
6,5 Montoya, Raikkonen e la McLaren – Troppi pasticci e il dieci vola via. Ron Dennis cerca di nascondere la cosa che più lo spaventa: il timore di perdere Raikkonen. Ancora qualche noia meccanica e il ragazzo potrebbe davvero deciderci a dire sì alla Rossa. Dieci a Montoya per la gara ineccepibile, cinque per come ha messo suo figlio, il piccolo Sebastien, dieci mesi, davanti a un plotone di fotografi al centro del paddock.
6 Coulthard, Klien e la Red Bull – Lo scozzese da quando si sono assopite le voci che lo davano collaudatore per il 2006 alla Ferrari o, addirittura, al posto di Barrichello, si è assopito anche in pista. Klien ha fatto meglio di lui, ma sempre un filo anonimo resta.
5 Massa, Villeneuve e la Sauber – Per la scuderia svizzera un voto in più delle rosse soprattutto per merito del futuro ferrarista Felipe Massa. Il giovane e simpatico brasiliano erede di Barrichello ha piazzato la sua monoposto motorizzata Ferrari davanti alle due auto ufficiali del Cavallino. Che almeno sia di buon auspicio per la sua avventura a Maranello.
4 Schumi, Barrichello e la Ferrari – Il votaccio è frutto della rabbia, la rabbia di vedere la nazionale dei motori ridotta così. Sul tema parlano le statistiche e parlano i piloti. Prima i numeri: nel Parco, il kaiser tedesco ha detto addio, anche matematicamente, all’ipotetica possibilità di lottare ancora per il mondiale. Finisce un’epoca. Basti pensare che il 1995 fu l’ultimo senza ferraristi a punti a Monza; non solo: fu anche l’ultima volta in cui la Rossa arrivò e uscì dal Parco senza essere in lotta per il mondiale. Al 1997 risale invece l’ultimo Gp d’Italia senza qualcosa di rosso sul podio. Parlano i piloti. Dice Schumi: «Ho tirato fino all’ultimo perché volevo un punto, ma mi sono intraversato… e Massa mi ha passato». Dice Barrichello: «In gara io e Michael abbiamo duellato fra noi, d’altra parte potevamo farlo solo così, visto che gli altri erano troppo lontani. Lui ha attaccato e io mi sono difeso… purtroppo non è servito a nulla visto che poi ho forato».
3 Doornbos, Albers e la Minardi – Se non altro non sono ultimi.
2 Karthikeyan, Monteiro e la Jordan – Almeno hanno permesso alle Minardi di non essere ultime.