PLACEBO Look e irriverenze per Molko & C.

Milioni di dischi venduti in dieci anni: la band inglese arriva al MazdaPalace

Ferruccio Gattuso

Una pillola da mandar giù, senza effetti collaterali, se non quello di convincerti che stai guarendo. E poi guarisci. Mettendola in un altro modo: l'apparenza ha il suo perché. Soprattutto nel variegato mondo del rock e del pop.
Ecco perché, insieme ai suoni, i Placebo - scaltri ed efficaci come la celebre "medicina che non c'è" - hanno scandito look e irriverenze (l'ormai fin troppo citata apparizione in un Sanremo di un lustro fa, con Molko ai massimi livelli d'antipatia e il pubblico del'Ariston scandalizzato e fischiante, oppure il mandarsi a quel paese, dal palco, con i fan dei Metallica al Jammin' Festival di Imola nel 2003) con scientifica precisione, costruendo mattone dopo mattone un edificio di indiscusso successo.
In terra di Britannia, la band guidata dall'altero e ambiguo Brian Molko ha raccolto consensi di culto: milioni di copie venduti in dieci anni di attività, consumando chilometri di strada più che moquette degli studi di registrazione.
È infatti nella ruvida ed eccessiva dimensione da palco che ha funzionato questo sodalizio internazionale la cui prima scintilla è scaturita, inconsciamente, sui banchi di una scuola elementare in Lussemburgo (Molko, voce e chitarra, è statunitense, il bassista e tastierista Stefan Olsdal è svedese e il batterista Steve Hewitt è inglese) e poi, dopo anni, ha preso la solida forma del rock grazie a un incontro casuale per le vie di Londra: come dire, lo vuole il destino.
Lunedì 9 ottobre (ore 21, ingresso 30 euro) i Placebo si presentano nella cornice del MazdaPalace forti di un album di pubblicazione abbastanza recente (marzo 2006) intitolato Meds: attesissimo dai fan che, con la precedente raccolta di successi Once More With Feeling: Singles, 1996-2004, si erano per l'appunto calati un palcebo in attesa di nuove ispirazioni e conseguenti brani inediti.
Questi sono arrivati, sotto forma di un rock genuino e ruvido, spoglio di orpelli estetici ed elettronici da sala d'incisione, come da penultime tentazioni: sonorità drammatiche, tinte di dark, anche se Molko e & Co. non perdono occasione per definirsi "romantici".
Prodotti dal giovane franco-russo Dmitri Tikovoi («si parlerà molto di lui, in futuro»), i Placebo hanno riunito nell'ultima fatica discografica, registrata in Costa azzurra, brani tenuti nel cassetto per diversi anni e composizioni nate casualmente all'atto dell'incisione.
Segno di un felice abbinamento tra razionalità "ragioniera" e anarchia artistica. Così come parto di astuzia, e non solo di amicizia personale, è stata la collaborazione con Michael Stipe dei Rem, in occasione del brano Broken Promise, tra i più convincenti dell'ultimo album.
Sul palco, la premiata ditta Molko-Olsdal-Hewitt porterà quindi dieci anni tondi tondi di successi (il primo disco fu nel 1996, l'omonimo Placebo), da Pure Morning a Ask For Answers, da You Don't Care About Us ai recenti Infra-Red, Drag, e il singolo di traino dell'ultimo album, Song To Say Goodbye.
Placebo, MazdaPalace, via Sant’Elia 33, info 02-33400551, lunedì ore 21, info@mazdapalace.it, ingresso 30 euro