In plancia tra un anno ma è già al lavoro

Il nuovo sovraintendente Alexander Pereira: "Mi piacerebbe portare i grandi direttori perché attirano i cantanti più amati dal pubblico"

La Traviata dà il via all’ultima stagione dell’era Stéphane Lissner. Dall’ottobre 2014 farà il suo ingresso nella sala dei bottoni Alexander Pereira. Viennese, 65 anni, il nuovo sovrintendente parla un fluente italiano, per via dei trascorsi in Olivetti. Già da tempo si divide tra Salisburgo, dove dirige il Festival più chic d’Europa, e Milano, dove palpita il cuore: qui vive Daniela Weisser de Sosa, la fidanzata 26enne, studentessa presso l’istituto di moda e design Marangoni.

Pereira è noto per amare e conoscere a fondo la musica, in più è un eccellente fund-raiser, quindi sa scegliere i titoli e gli artisti giusti, così come riesce a portare denaro nelle casse dei teatri. In fase di toto-sovrintendente, il nome di Pereira sollevò perplessità per via del cachet: è uno bravo, dunque non è a buon mercato. Ma subito, il giorno della nomina, il Cda chiarì che - dati i tempi - l’onorario sarebbe stato ridotto del 25% rispetto a quello di Lissner. La sua nomina è stata presa all’unanimità, in giugno, ma dopo una serie di finiti in fumate nere, otto mesi di incontri, congetture e percorsi tortuosi degni di un romanzo alla Dan Brown. Pereira è già al lavoro. Avrebbe individuato, di concerto con l’Orchestra, il futuro direttore musicale, ovvero Riccardo Chailly, sebbene cavilli burocratici non consentano di sciogliere le riserve. Così come sta lavorando a futuri cartelloni. Si muove prestando fede alla promessa di partenza, fatta il giorno dell’investitura. Era su un treno, diretto a Monaco e subito dichiarò: "La Scala è un teatro di tradizione dove vorrei fare tanti titoli italiani tenendo però conto del repertorio mondiale. Mi piacerebbe portare i grandi direttori d’orchestra perché se ci sono le grandi bacchette allora vengono anche i grandi cantanti". Buon lavoro.